Riflessione. Dopo 160 anni dall’Unità d’Italia si sono fatti gli italiani?

La storia è sempre stata scritta dai vincitori. Certamente non fa eccezione quella che ha caratterizzato la sanguinosa conquista piemontese a danno del Sud Italia. Le vicende storiche descritte, pur essendo ancora in fase di studio, sono comunque viste sempre e comunque da parte di quei vincitori che sistematicamente affossano documenti e verità comprovanti la falsità della storia ufficiale. La prova è che, dopo 160 anni, un’enorme quantità di materiale da studio (foto, documenti, dichiarazioni, e tant’altra roba) lo Stato italiano lo tiene ancora segretato, precludendone ogni forma di consultazione. Ma l’Italia è un paese libero e democratico anche se occulta elementi probatori di verità. Purtroppo la verità storica delle vicende meridionali sono ancora segreti dispersi in una miriade di archivi privati, ministeriali, militari, pretorili e comunali. Ma non tutti gli intellettuali, studiosi, ricercatori, storici e colti hanno obbedito pedissequamente all’ordine del vincitore del Nord. Sono stati in tanti a narrare, descrivere e provare le falsità storiche che la cultura di Stato ha imposto nelle scuole. Quella stessa cultura che definiva eroe Garibaldi mentre, nel frattempo, occultava i suoi discorsi o meglio ancora le sue rivalse alla Camera dei Deputati, riconoscendo di aver tradito e martoriato quel Sud che lo acclamava anche quando subiva violenze se non inneggiava le sue gesta. Pur tuttavia, l’intellettuale patriota ha continuato la sue ricerche risalendo dagli archivi delle anagrafi di quei comuni che erano stati interessati dal fenomeno del brigantaggio confrontandoli con i rapporti militari o di tribunali. Ma l’Italia, paese libero e democratico, non è riuscito a frenare le fantasie popolari delle due fazioni dove il piemontese ancora oggi, magnifica, con esagerata immodestia, le sue strategie militari contro il Sud e il Sud, ancora oggi, deve difendersi dall’arroganza del Nord, anche se l’Italia, almeno geograficamente, è fatta. L’immane tragedia che colpì le popolazioni meridionali nel decennio 1860-1870 sono state la base di un continuo stillicidio del Nord a danno del Sud e mai ci sarà quella pace sociale e storica finché il Sud dovrà continuare a foraggiare il Nord anche con la complicità e il silenzio di “famelici individui senza scrupoli” del Sud (come alcuni generali borbonici che permisero le invasioni garibaldine). Prova ci è data anche in questo momento di sofferenze e morte dove c’è la “furbizia” di chiedere la suddivisione degli aiuti europei per il nostro Paese, in base al Pil e non in base alla necessità dell’«italiano».

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