Riabilitazione-Fkt. Aspat Basilicata: subito un tavolo urgente al dipartimento Salute

di Arturo Giglio

La richiesta di convocazione di un tavolo urgente relativo alla Riabilitazione-FKT è stata presentata oggi dall’ASPAT Basilicata al Direttore Generale del Dipartimento Salute Regione perché “sia affermata, nei fatti, la centralità della Riabilitazione, uno dei pilastri del SSN e di cui la Fisioterapia è parte integrante”.
“In questo contesto, l’ASPAT B. rimarca la centralità della Riabilitazione, uno dei pilastri del SSN e di cui la Fisioterapia è parte integrante e si denuncia la mancata attuazione del Piano di Indirizzo sulla Riabilitazione del 2011 e delle nuove Linee per l’individuazione di Percorsi di cura appropriati nella rete di riabilitazione, dalla fase ospedaliera al territorio, negli ambulatori, a domicilio e nella riabilitazione socio-sanitaria, oltre alla mancanza di atti regolatori volti a garantire il controllo sull’ appropriatezza. La mancanza di pianificazione e programmazione ha mantenuto in vita, con pervicacia, modelli organizzativi obsoleti che causano problemi alle strutture e ai pazienti. L’ ASPAT Basilicata sottolinea il bisogno del recepimento concreto e completo del Piano d’Indirizzo 2011 onde evitare confusione e privilegi, la necessità di ottimizzare le Risorse disponibili per soddisfare il reale fabbisogno di prestazioni riabilitative e la possibilità di offrire ai cittadini lucani le stesse possibilità terapeutiche e diagnostiche dei cittadini di altre regioni. Per superare tutte queste problematiche – a parere di ASPAT Basilicata – è necessario creare una relazione civile tra il settore pubblico e privato. Serve fare una grande operazione verità sui fabbisogni e LEA, applicare le linee guida cliniche, garantire il diritto di libera scelta ai cittadini e risolvere l’inadeguatezza dell’attuale sistema sanitario che continua a sprecare risorse e non risponde ai problemi di salute delle persone. I modelli organizzativi ormai decrepiti restano fermamente ancorati al passato.
Aspat B., ritiene importante intraprendere una discussione seria sulla riabilitazione al fine di eliminare distorsioni e sprechi e promuovere percorsi di cura appropriati e, per l’ennesima volta, chiede l’istituzione di un Tavolo tecnico di confronto ampio che coinvolga tutti gli attori del settore, istituzioni, professionisti, erogatori e fruitori dei servizi utile a definire e risolvere tutte le criticità attraverso un documento scientificamente di spessore, in grado di condensare le posizioni e le esigenze do ogni attore e stakeholder. È giunto il momento che le autorità regionali riconoscano le proprie responsabilità e affrontino gli interventi mancanti per risolvere definitivamente tutte le criticità territoriali, a partire dalla mancata valutazione dei bisogni fino all’individuazione adeguata dei percorsi di cura. L’uso corretto delle risorse impone una definizione chiara e precisa dei criteri di accesso alle prestazioni di riabilitazione per recuperare ritardi culturali e organizzativi attraverso una maggiore appropriatezza.
In Basilicata, la realtà del settore sanitario privato e in particolare della Fisioterapia-Riabilitazione, è rappresentata in modo distorto. È deplorevole che alcune persone si arroghino il diritto di fare una classificazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e di formulare programmi sanitari e denunce ad una specifica parte, la fisioterapia, tramite i social media o attraverso colonne di giornali.
Alla vigilia dei nuovi LEA e del prossimo “Decreto Tariffe”, Aspat Basilicata invita le autorità regionali a considerare coscienziosamente tutte queste problematiche, valutando accuratamente le esigenze dei pazienti e promuovendo politiche e programmi che favoriscano la collaborazione tra enti pubblici e privati, basata su una visione obiettiva e una corretta programmazione per garantire un sistema di assistenza anche riabilitativa all’avanguardia, che offra il massimo beneficio ai pazienti. Non è più rinviabile fare il punto sui nuovi LEA e vedere se come sono concepiti in Basilicata sono confacenti al lavoro che noi svolgiamo tutti i giorni sul territorio.
Le strutture – si evidenzia nella nota – operano in una situazione che riduce fortemente i margini di reddito, un autentico sfruttamento, con tariffe ferme al 1996 e con tentativi evidenti e continui di recuperare somme su prestazioni già effettuate in conformità con i contratti sottoscritti.

Gli ambulatori specialistici sono presidi fondamentali che offrono assistenza sanitaria di prossimità, forniscono prestazioni, creano posti di lavoro e soddisfano il bisogno di salute.

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