«Retribuzione al dg dell’Asp nonostante il suo pensionamento»

di Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata, e di Giuliana Scarano, segretaria generale Fp Cgil Potenza

La conferma di Giampaolo Stopazzolo quale direttore generale dell’Asp e addirittura della sua stessa retribuzione anche a seguito del suo pensionamento è un atto gravissimo, sia sotto il profilo giuridico che politico. Cambiano le giunte ma non il modus operandi. Analogamente alla vicenda che interessò la nomina del commissario dell’azienda ospedaliera San Carlo nel 2018, ci troviamo ancora una volta di fronte a un utilizzo sviato ed elusivo delle norme nel tentativo di eludere divieti sanciti dal legislatore con la duplice ratio di favorire il ricambio generazionale, con particolare riguardo alle figure di vertice delle amministrazioni pubbliche, e di rispondere a una esigenza di contenimento della spesa pubblica. Operando diversamente si aggirerebbe di fatto lo stesso istituto della quiescenza.

Tale regola, infatti, vale anche nel caso in cui la modifica dello status del soggetto incaricato intervenga nel corso dell’espletamento del mandato. Come ha chiarito lo stesso Consiglio di Stato nel parere numero 309 del 4 febbraio 2020, nell’ipotesi in cui venga conferito incarico a un soggetto ancora in servizio, per evitare elusioni, al momento della collocazione in quiescenza il rapporto deve trasformarsi in un rapporto a titolo gratuito. È grave che a fronte di una tale chiarezza del quadro normativo non solo si confermi l’onerosità dell’incarico in espressa violazione delle norme, ma si perpetri in scelte politiche di tale segno confermando un mandato in una fase talmente delicata e decisiva per le politiche socio sanitarie in Basilicata.

Abbiamo bisogno di politiche socio sanitarie di lungo respiro, al passo con una riorganizzazione del sistema sanitario regionale che sappia intrecciarsi con le previsioni della missione 6 e dei relativi finanziamenti eppure ci ritroviamo con un governo regionale che non riesce andare al di là delle dinamiche di piccolo cabotaggio finalizzate a occupare le caselle in gioco con la sola logica dell’appartenenza, di certo non a questa terra lucana. Si revochi con immediatezza l’incarico e si proceda a nominare un direttore generale nel pieno delle sue funzioni e con un orizzonte temporale di operatività che dia stabilità alla direzione dell’Asp.

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