Rapporto Banca d’Italia. «Lavorare sui punti di forza, imparare dai punti di debolezza»

Cavallo: «Sfruttare bene le molte risorse disponibili, la strada è quella del patto sociale»

«La Basilicata con i suoi piccoli, talvolta minuscoli, 131 comuni, con una popolazione e una forza lavoro in constante diminuzione e crescente invecchiamento, con un sistema di trasporti che definire critico significa essere molto indulgenti, mostra nel 2022 una buona capacità di resistenza e, in alcuni settori, una notevole vitalità con una crescita dell’attività economica del 3,0%, dato non molto distante dal 3,7% della media italiana. L’attività economica si consolida nel settore alimentare, dove le eccellenze dei prodotti lucani stanno acquistando sempre più valore aggiunto in termini di visibilità e riconoscimento qualitativo e quantitativo a livello internazionale, favorendo le esportazioni; e cosi accade anche per il turismo che è sempre più un turismo internazionale, attirato da Matera capitale della cultura 2019, grazie alla quale è aumentata anche la capacità ricettiva lucana. Anche la spesa sostenuta in regione dai turisti stranieri è cresciuta rispetto all’anno precedente, superando i valori pre-pandemia».

Nella sua analisi il centro studi della Cisl mette in evidenza che «il settore delle costruzioni si è mostrato molto attivo, con una crescita delle compravendite di abitazioni del 12,6 per cento, un valore superiore a quello del Mezzogiorno e alla media nazionale (8,0 e 4,7 per cento rispettivamente), segnalando quindi un certo ottimismo e una disponibilità economica. L’inflazione bassa, al di sotto della media italiana, costituisce un fattore positivo, e su essa incide anche il bonus gas che genera benefici soprattutto per le famiglie in difficoltà il cui reddito è utilizzato per la gran parte per spese di utenze necessarie».

Per quanto riguarda l’occupazione, il centro studi della Cisl fa notare che «la creazione di posti di lavoro, seppur pochi, è stata sostenuta da assunzioni a tempo indeterminato, ma il punto di grande criticità è la disoccupazione e al contempo la scarsa partecipazione al mercato del lavoro di donne e giovani: questo è il lato più cupo del mondo del lavoro lucano, un mondo che non coinvolge le forze più vive della sua popolazione, le donne ed i giovani appunto, che molto potrebbero contribuire ad una visione di lungo periodo dello sviluppo sociale».

L’osservatorio cislino annota che «il settore automobilistico è in notevole difficoltà, anche in conseguenza di una epocale trasformazione produttiva e tecnologica che deve spingerci ad accelerare i processi ormai inevitabili di modernizzazione in cui anche la Basilicata è coinvolta, andando incontro al futuro e non trattenendo la presa verso il passato. È indispensabile investire risorse e formazione professionale nei settori emergenti e nell’economia legata all’idrogeno».

Secondo il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo «per aggredire i punti di debolezza dell’economia lucana abbiamo risorse come non mai tra fondo di coesione, PNRR, programmazione dei fondi europei 2021-2027, etc. Dobbiamo rendere veloce e produttiva questa spesa con una macchina amministrativa efficiente e con una visione di futuro per i prossimi vent’anni, consolidando i punti di forza e di vitalità che la Basilicata dimostra e intervenendo in modo moderno, veloce e speranzoso sui punti di fragilità. La strada che noi indichiamo è quella del patto sociale sorretta da una visione partecipativa delle politiche per lo sviluppo della nostra regione».

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