Il bisogno di un Mattarella bis poggia le basi sulla incapacità di responsabilmente stringersi attorno a un nome che valga la pena di essere votato, da parte dei partiti tutti. In poche parole nella incapacità conclamata di essere seri.
Allora meglio prender tempo e un Mattarella bis servirebbe proprio a questo. Il già Presidente dovrebbe prestarsi a questo gioco truffaldino: infatti non sono i meriti di Mattarella, quand’anche ne esistessero di particolari, non sono le sue qualità, invero, per lo più immaginate più che viste, ma la comodità di non decidere, di non essere responsabili, di non essere seri.
La politica sta dimostrando i suoi limiti, per la verità già ampiamente sottolineati da Draghi che politico non è, né lo diventerà mai, perché non lo vuole, innanzitutto, e poi perché la mediazione non è il suo forte. Forse in un regime gli piacerebbe pure essere un politico, ma nella nostra povera democrazia, proprio no.
Dicevo che la politica sta mostrando quanto è povera, di contenuti, idee e serietà. Arriverei a sostenere che è un vero e proprio cancro, se solo potessi scriverlo in un manifesto. La politica, ovviamente, non intesa come arte, ma intendendo la politica che ci ritroviamo. Una politica che fa fatica finanche a parlare l’italiano, figuriamoci se può mai avere delle idee, che in effetti non ha.
Ma la faccia tosta di mostrarsi in pubblico con le sue magagne, i suoi vizi, le sue mancanze, quella non le manca. E ci sono pure i commentatori di cotanto immondo spettacolo, e abbondano, e spaccano il capello in quattro, senza che azzardino una critica. Una ragione c’è. E consiste nella circostanza che questa società è figlia della raccomandazione; cioè chiunque sta nel posto in cui sta perché ce l’ha messo qualcuno, perché è stato aiutato, perché ha scalato le postazioni giammai solo per merito, ma perché lo ha accompagnato la politica. Quindi vige una sorta di timore reverenziale nei confronti di chi ha contribuito, in maniera determinante, a costruire una carriera.
Ovvio che così facendo la qualità è andata scemando ogni giorno di più; ovvio che chi vale, scappa in un altro stato, ovvio che si assista, quindi, a quell’ignobile spettacolo delle trattative dei partiti per eleggere una figura neanche determinante, ma che lo sta diventando a forza di depotenziare le istituzioni, a cominciare dal parlamento per finire dove volete voi.
Ho sentito un giornalista affermare, con la sicumera del venditore ambulante che urla la bontà della sua mercanzia, che se a votare fosse il popolo italiano, eleggerebbe a grande maggioranza Draghi. Che stupidaggine colossale. Quel giornalista ha dimostrato che il distacco fra politica e popolo è pareggiato solo dal distacco che esiste fra informazione e popolo, fra giornalisti, sempre più attratti nell’acquario della politica, e sempre più distanti dalla realtà, e italiani.
Ai commenti sulla giornata elettorale, che anche stasera offuscheranno i numeri del Covid, sempre piuttosto alti, nonostante i vaccini, i green pass e il divieto di ritirare la pensione senza, non potremo opporre niente, se non provare a fare figli, come usava una volta per quelli che, beati loro, non avevano la TV.
Dice ma perché la vedi?
Non lo so, forse si tratta di una specie di masochismo indotto, una malattia genetica o l’effetto dei tre vaccini. Ecco sarà proprio questo.

