Potenza. Le scale mobili sono un lusso che, però, è lecito chiedersi se ce lo possiamo permettere. Il prezzo della corsa è di 25 centesimi. Il numero degli utenti è indecentemente bassissimo. In pratica le scale mobili non hanno trovato il gradimento dei potentini. Sarebbe lecito chiedersi, seriamente, perché e, semmai, porvi riparo. Evidente che il prezzo della corsa in uno al numero davvero esiguo di utenti non consente un bilancio in pareggio. E’ più da uomini per bene affermare che la spesa per il mantenimento della giostra per pochissime persone non è una spesa sana. Oltretutto la manutenzione lascia a desiderare e il prezzo delle utenze è schizzato verso l’alto.
Chi continua a lasciare inalterato il prezzo della corsa e scarsa la qualità della manutenzione, dovrebbe sapere che provoca buchi immensi per non avere in cambio nessuna utilità.
E’ lecito affermare che sono state un flop amministrativo incredibilmente fallimentare.
Urge, quindi, da persone di buon senso, chiedersi cosa fare.
La soluzione più credibile sarebbe quella di renderle necessarie, utili, alzare il prezzo della corsa e svuotare il centro dal parcheggio a tutti i costi. Con la conseguenza che diverrebbe inutile costruire altri parcheggi nel centro storico, facendolo diventare un paradiso per i pedoni. Il centro sarebbe valorizzato e restituito alla centralità della vita sociale.
L’alternativa più credibile è chiuderle.
In effetti sappiamo quanto ci costano realmente? Dico anche pro quota? Quanto incidono sul debito storico e corrente? Ha senso alzare le imposte con un buco del genere nei confronti del quale non si fa niente? E’ da amministratori capaci non fare niente per rendere un servizio buono se non addirittura produttivo, ovvero per evitare una fuoriuscita di danaro così impressionante?
Ieri sera non c’era neanche il controllo, per cui era fatalmente semplice fare la corsa gratuitamente, mi rifiuto di credere che qualcuno di quei pochi utilizzatori non l’abbia fatto.
Quanto fa male al senso civico cotanta superficiale dabbenaggine.
Una dabbenaggine, invero, storica, perché era al momento della loro realizzazione che andava fatto un serio calcolo delle spese e dei benefici, con ogni opportuno accorgimento che favorisse un buon esito. Porre fine a questa dabbenaggine storica è una cosa davvero tanto strana?
Orsù, amministratori, dimostrate di calzare i pantaloni lunghi, di saper affrontare le situazioni più critiche, di aver voglia di fare qualcosa di significativo, dovesse costare in popolarità. Del resto si sa che ogni cosa utile all’inizio provoca sconcerto, ma alla fine paga. Basta avere la vista che punti al di là del proprio naso e neanche troppo al di là. In altri termini non ci vuole una cippa ed è doveroso farlo. Più chiaro di così. L’alternativa è che si facciano i conti, per bene, e ogni colposo danno causato da una amministrazione scellerata trovi il suo responsabile. Perché non si può far ricadere sempre tutto, anche le indecenze amministrative, sui potentini, o sulla regione o sullo stato. Se gli enti sono a guida irresponsabile, beh, per una volta ricordiamo loro che fare l’amministratore significa anche assumersi delle responsabilità, che non è per tutti e che, infine, se si vuole giocare a fare gli statisti, o lo si fa davvero, o il gioco deve costare caro.

