Politicanti anonimi

Nel panorama italiano, dominato dalla politicamente scultorea figura di Draghi, si aggirano figure pallide e tenebrose, che circolano trascinando i piedi e puntando ogni essere vivente normale, con l’evidente intento di aggredirlo. Sono zombi, essere già morti, prossimi alla putrefazione, ma in grado di trasformare i viventi in altrettanti zombi.
Sono i partiti politici o movimenti, come taluni pretendono di chiamarli, quasi si trattasse di qualcosa di diverso.
Da laboratorio di progetti, momento di discussione fra persone con un ideale uguale o simile, luogo di partecipazione democratica dove sostenere o elaborare idee politiche, sono, infatti, diventati assembramenti ideali di politicanti che non hanno nessuna voglia o capacità di discussione, tutti in coda al cosiddetto leader che ogni tanto tuona una scemenza e tutti a ripeterla come pappagalli. Appare evidente che il loro fine è solo quello di ricoprire un incarico retribuito, visto il nulla che producono, vieppiù da quando si è insediato Draghi.
Del resto non fanno più congressi, perchè non saprebbero che raccontarsi, e neanche mostrano differenze salienti al loro interno, perché altrimenti si griderebbe alla lesa maestà o allo scandalo.
Chi però un leader non ce l’ha esiste ancora, ed è il PD. Infatti Letta tutto è tranne che un leader, ma sopperiscono alla mancanza con una estesa oligarchia dalla stessa eterea leggerezza di pensiero.
Il degrado intellettuale dei partiti è cominciato diversi anni orsono, per la verità. Ora siamo davvero alla fase zombi, cionondimeno continuano a infestare il panorama italiano con apparente sicumera.
Per la verità qualcosa di diverso era pur nato, ed era il M5S, con la sua portata innovativa, la sua capacità di esaltare la base elettorale, le sue iniziative, che, pur non assurgendo al grado di vere idee politiche, comunque mostravano una vitalità rassicurante e rivoluzionaria. Tant’è vero che l’Italia che vota lo premiò, portandolo al primo posto della classifica del consenso in un battibaleno.
Purtroppo, però, con la stessa rapidità con la quale è cresciuto, è riuscito a sfaldarsi, cacciando, come dei bruttissimi brufoli, tutti i vizi dei quali erano infestati i vecchi partiti.
Sono durati l’arco di una stagione politica, per miseramente essere fagocitati, felici di esserlo, visti i privilegi e gli emolumenti che hanno letteralmente ubriacato i protagonisti, buttati sulla scena da una roulette impazzita, come si è dimostrata essere la scelta dei loro candidati.
Levati dalla scena politica i partiti, rimasti solo per dividersi con inusitata avidità le briciole, rimarrebbe da capire quali siano i luoghi dove poter ancora farne, di politica.
La parrocchia? No, non ci vanno neanche più i ragazzi per il catechismo.
La sala biliardo? Potrebbe andare bene ma solo per una prima disamina dei problemi, tipo il commento all’ultima sparata di Salvini o Grillo.
Il bar? Potrebbe essere un’idea.
Per gli approfondimenti e le votazioni, invece, potremmo candidare la piazza del rione. Ma a una sola condizione, però, che l’esigenza di far politica sia genuina, con il divieto ferreo di partecipazione da parte di chi porti anche un solo milligrammo di responsabilità per l’attuale dipartita della politica. Propongo, all’uopo, il politik-pass, scaricabile anche sull’applicazione “immuni da politico contagio”, rilasciata da apposita autorità popolare locale. Per quanto riguarda i politicanti attuali, andranno, per così dire, bonificati o affidati a gruppi di recupero, tipo “politicanti anonimi”.
Si scherza, è ovvio.
Cioè, mica tanto.

Torna su

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi