Politica del Cambiamento… uguale: salasso per i lucani

Ogni giorno ne esce una. Ormai l’attuale governo lucano sta dimostrando limiti e “sfrontatezza” a tal punto da far rimpiangere il peggior governo che abbia mai amministrato la Regione Basilicata. I lucani sono trattati come carne da macello e soggetti da “spremere” fino al midollo. La goccia che sta facendo traboccare il vaso, mai espressione è più “calzante”, è l’aumento delle tariffe delle utenze dell’acqua. I lucani pagheranno di più mentre i vertici dei vari enti “sguazzano” in migliaia e migliaia di euro”. Il governo lucano sta già pensando al dopo Marchese alla guida dell’Acquedotto lucano. La presidenza dovrebbe andare a un “uomo” appartenente a Fratelli d’Italia, mentre il direttore dovrebbe essere di Forza Italia. Insomma la solita logica della “spartitoria”. E dicevano di essere diversi dai governi precedenti. Ma dove? Ma quando? Veramente, alla luce di quanto sta succedendo, hanno ragione di pensare che ai lucani l’anello al naso c’è ed è utilissimo. Tra un governatore in mimetica e il suo assessore non eletto ma più devoto di tutti questa è la realtà dei fatti. In questo chiamo in soccorso Lombroso e le sue teorie. Ma Bardi e l’innomminato sanno chi era Lombroso? Di certo conoscono a “menadito” il manuale Cencelli (l’ex portaborse e politico democristiano Massimiliano): questo a te e quello a me, e ai lucani? Bastano due chiacchiere, tanto “bevono” di tutto! Una manica di impreparati, arrivisti e superbi. Purtroppo si dovrà aspettare ancora qualche anno per poter tornare alle urne e gli elettori potranno fare un resoconto della gestione della cosa pubblica da parte del centrodestra e prendere una decisione. È lapalissiano che il centrosinistra dovrà decidere cosa vuole fare da grande: pensare all’unità e non a disperdersi in mille rivoli e perdere l’uso che ha sempre fatto di amministrare a tal guisa. Serve un cambio radicale. I lucani meritano più attenzione e soprattutto più considerazione. Non stileremo l’elenco dei nomi e delle loro capacità ma basta guardare la realtà per comprendere il fenomeno politico. Una precisazione è d’obbligo: con “manuale Cencelli” si fa riferimento alla spartizione di incarichi basata su interessi politici anziché sul merito, alla lotta politica tra le forze di governo, alla lottizzazione e all’esasperata proporzionalità nell’assegnazione del potere. Oltre a essere un’espressione gergale però, il “manuale Cencelli” era una specie di leggendario meccanismo basato su formule algebriche, apparentemente inventato durante la cosiddetta Prima Repubblica con l’obiettivo di spartire equamente gli incarichi di governo – ognuno con un’importanza diversa – in base al peso elettorale di ogni singolo partito o corrente. L’invenzione risale al 1968, in occasione del congresso della Democrazia Cristiana a Milano e della formazione del futuro governo Leone. Intanto i dati Svimez mettono a nudo la realtà economica lucana: il Sud è la Cenerentola d’Italia e la Basilicata? La Basilicata è fatta di incarichi “ad hoc”, insomma come avveniva prima con il governo di centrosinistra. Forse sarebbe il caso cambiare il nome. Però negli anni passati, quando amministrava la Democrazia cristiana, lo “spartito musicale” era ben diverso e si sta arrivando al punto di rimpiangerla. A ottobre si svolgeranno le elezioni amministrative in regione e sarà un ottimo “banco di prova” per capire cosa hanno capito i lucani. Mi scuso per il gioco di parole ma è necessario per analizzare cosa e come pensano gli elettori della Valle d’Aosta del Sud. Quando il neoambientalista era all’opposizione era sempre disponibile a esporre audaci opinioni e severi giudizi su questo e su quello e non si tirava mai indietro agli inviti degli organi d’informazione. Oggi che è assessore, non eletto dai lucani, ha deciso di parlare solo nelle “sedi istituzionali”. Chissà se sappia cosa vuol dire “sede istituzionale”. Mi viene in mente quella famosa storiella di dominio pubblico sulla sedia di Quintino Sella. Una persona, in compagnia di altri “avventori”, aspettava di essere ascoltato: il tempo passava e con esso faceva capolino la stanchezza. Il “cittadino” decise di utilizzare quella “sedia” per portare conforto alle stanche membra e quando un dipendente fece notare che quella era una sedia importante e dedicata a Quintino Sella il protagonista disse: «Appena arriva mi alzo e cedo il posto». Quintino Sella (Sella di Mosso, 7 luglio 1827 – Biella, 14 marzo 1884) è stato uno scienziato, politico e alpinista italiano. Per tre volte è stato Ministro delle finanze del Regno d’Italia. E noi come ricorderemo gli attuali governanti? Di coloro che amministrano Regione, capoluogo di regione e altre realtà? Basta leggere le cronache degli ultimi tempi per comprendere che il “cambiamento” tanto sbandierato era solo un cambio sulle poltrone. Al posto dei deretani dei passati politici oggi vi sono quelli di coloro che hanno vinto le elezioni. In poche parole sono cambiati solo i deretani. Qualcuno potrebbe obiettare: no… sono cambiati i volti. Aggiungo: anche i deretani ma sempre di deretani scriviamo. In quest’occasione mi voglio sbilanciare. Al momento i politici degni di nota, dal mio super modestissimo parere, sono: Piernicola Pedicini, Roberto Cifarelli, Luca Braia, Gianni Perrino, Fernando Picerno, Antonio Vigilante, Livio Valvano e Piero Lacorazza. Con la presente apriamo un “libro bianco” e nei commenti aggiungete i politici degni di essere definiti tali.

Torna su