Policoro (MT). Operazione dei Carabinieri su indagine della DDA di Potenza (Video)

La Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, ha prima emesso e poi delegato i Carabinieri della Compagnia di Policoro a dare esecuzione a due decreti di fermo di indiziato per i seguenti reati :

  • di delitto associazione di tipo mafioso;
  • estorsione;
  • trasferimento fraudolento di valori.
    Il provvedimento di Fermo è stato emesso a conclusione di indagini, coordinate da
    questa DDA c svolte dai Carabinieri di Policoro nei confronti di indagati, ritenuti
    partecipi del clan SCHETTINO-PORCELLI, la cui mafiosità è stata oramai più volte
    riconosciuta in sede giudiziaria sia cautelare che, di recente, di merito.
    In particolare questa DDA, dopo avere individuato ed esercitato azione cautelare prima
    e penale poi nei confronti della struttura militare del sodalizio mafioso e dei suoi vertici,
    ha sviluppato attività investigative tese a individuare ogni ulteriore proiezione — politica
    ed economica del clan. Nel corso di queste ultime indagini sono state individuati alcuni
    soggetti ritenuti gravemente indiziati di fare parte della cd componente imprenditoriale
    del sodalizio.
    I destinatari del provvedimento sono:
  • CARLOMAGNO Francesco, nato a Montalbano Jonico, classe 72, dipendente
    comunale ed imprenditore;
  • FATTORINI Carlo, nato a Roma, classe 68, imprenditore.
    I fermi sono stati eseguiti nei comuni di Scanzano Jonico (MT) — Comune, come noto,
    già sciolto per infiltrazioni mafiose – e Lesignano De Bagni (PR).

I fermi sono stati eseguiti nei comuni di Scanzano ]onico (1-fT) – Comune, come noto, già sciolto per infùtrazioni mafiose –  e Lesignano De Bagni (PR). In particolare, le indagini, sYiluppate dalla Compagnia Carabinieri di Policoro e coordinate di questa DDA, hanno evidenziato – a livello di gravità indiziaria – come il CARLOlMAGNO operasse in via continuativa in stretto contatto con i vertici dell’organizzazione mafiosa “clan Schettino” operante in ScanzanoJonico (MT) e zone limitrofe ponendo a disposizione dell’intero sodalizio le proprie strutture aziendali (in termini di lavori svolti in favore dci capi dell’organizzazione, di assunzioni, di messa a disposizione del proprio tessuto relazionale, costituito da soggetti pubblici e privati) cd ottenendo rilevantissimi vantaggi sul piano imprenditoriale. Fra questi la capacità di controllare e/o condizionare interi settori dell’economia locale, di condizionare le scelte della P.A. nonché, sempre sfruttando il metodo mafioso (attraverso la strategia delle intimidazioni posta in essere dal sodalizio in suo favore) e riuscendo così a sbaragliare la concorrenza, acquisendo il monopolio – ad esempio – nella gestione dei servizi presso le strutture turistiche/ricettive dell’area jonica-lucana e nel mercato dell’edilizia pubblica e privata. Quanto agli elementi indiziari raccolti nei confronti del FATTORINI, lo stesso partecipava all’organizzazione nel ruolo di prestanome e gestore di attività commerciali, provento di attività illecita, riconducibili di fatto all’organizzazione e in particolare alla famiglia SCHETIINO. Anche in questo caso le condotte ascritte all’indagato risultavano finalizzate ad incrementare e stabilizzare il potere economico e criminale dello stesso sodalizio sulla fascia jonica materana. La vicinanza dell’imprenditore scanzanese al clan SCHETIINO-PORCELLI era  già emersa nelle operazioni cd. “RUSCA” e “CENTOUNO”, tanto che in data 01.07.2020 e 10.08.2020 venivano emessi dalla Prefettura rispettivamente i provvedimenti di diniego dell’iscrizione nella “White List” e di intcrdittiva nei confronti delle società riconducibili, direttamente o indirettamente, all’indagato. Il CARLOMAGNO, al fine di aggirarne gli effetti e per continuare a contrarre appalti con la P.A. cedeva ad un dipendente, rimanendone di fatto il gestore, la titolarità della ditta SACAL Sri (che ha come oggetto sociale, tra le altre attività, l’edilizia e la manutenzione strade) non colpita da provvedimento prefettizio. Così, dal mese di novembre 2021, la società SACAL srl, iniziava ad eseguire lavori di manutenzione stradale sulla SS 106 e sulla SS 407. L’indagine ha fatto altresì luce sulla vicenda  delle  attività  intimidatorie  m danno della società COSMET in Policoro. In particolare, dalle investigazioni emergevano elementi dimostrativi – a livello di gravità indiziaria – del reato di estorsione ai danni del titolare della ditta COSMET. Segnatamente, in data 20.01.2018, veniva rinvenuto presso il cantiere della citata ditta un altarino funerario, composto da un lumino cimiteriale e due vasi in rame con fiori, sul cui valore simbolico di massaggio intimidatorio vi è poco da aggiungere. L’approfondimento investigativo, svolto attraverso acquisizioni testimoniali, intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha consentito di individuare mandante ed esecutori materiali dell’attività intimidatoria e la sua ultima finalità. Risultava così, sulla base degli indizi raccolti che CARLOMAGNO Francesco e FATTORINI Carlo partecipavano al fatto quali istigatori e beneficiari dell’attività illecita, che veniva materialmente coordinata e svolta da Schettino Gerardo, Schettino Giuseppe Cirelli Giuseppe e Wilk Matcusz Jakub (rispettivamente mandante, emissario degli ordini ed esecutori materiali dell’atto intimidatorio), costringendo RUBOLINO Elio Nicola – titolare della COSl\1ET – ad affidare l’esecuzione dei lavori edilizi, presso quel cantiere, alla ditta riconducibile al CARLOl’vlAGNO, escludendo così la ditta di Lezzi Maurizio che era già stata prescelta dal Rubolino ed a far svolgere la vigilanza sul cantiere alla ditta ACF srl – intestata a Fattorini Carlo ma riconducibile al sodalizio mafioso “Schettino” e in particolare alla famiglia  SCHETTINO. Nel corso dell’operazione, convenzionalmente denominata “Prometeo”, si è proceduto altresì al sequestro dci beni mobili, immobili, aziende e rapporti bancari relative  a 5 società riconducibili a CARLOMAGNO Francesco e SCHETTINO Gerardo, che producevano un volume d’affari stimato in circa 6 milioni  di  curo  nell’anno  2019, nonché beni immobili del valore di circa 300 mila euro e beni mobili per circa 500 mila euro. Tra gli altri, sono stati apposti i sigilli al noto “Parco diJonè”, parco acquatico situato in zona lido di Scanzano ]onico, di proprietà di una delle società del CARLOMAGNO. A seguito dci Fermi i Gip competenti per territorio (l’vfatera e Parma) a seguito di udienza di convalida hanno emesso ordinanze di custodia cautelare in carcere. Un terzo provvedimento di fermo emesso nei confronti di altro imprenditore ritenuto da questo Ufficio partecipe del sodalizio mafioso -nei cui confronti comunque proseguono le indagini – non è stato convalidato dal Gip competente.

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