Pnrr, opportunità storica per la Basilicata e il Mezzogiorno. Summa (Cgil): «Necessario un nuovo piano di assunzioni nella pubblica amministrazione»

“Il Pnrr impone un cambio di passo radicale per la ripresa del Mezzogiorno e del Paese, per aumentare l’occupazione in particolare giovanile e femminile e per ridurre i divari territoriali Nord-Sud, aree urbane e aree interne, centro e periferie. La crisi dovuta alla pandemia si potrà superare solo attraverso le trasformazioni della digitalizzazione e della riconversione green, che deve partire dagli investimenti in istruzione e ricerca e dalla riforma della pubblica amministrazione, attraverso nuove assunzioni e concorsi pubblici di tecnici e laureati per rafforzare la capacità progettuale delle risorse e la loro qualità e la capacità di spesa in termini brevi”. È quanto afferma il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa. “Gli investimenti e le riforme che si decideranno nel piano incideranno profondamente sui processi economici e sociali della Basilicata e del Paese – continua Summa – ed è per questo che riteniamo il confronto con il governo regionale né esaustivo né concluso. Con riferimento all’efficacia delle tappe in successione del cronoprogramma, al rispetto degli obiettivi generali e intermedi attesi con riferimento all’impatto economico, occupazionale e sociale, deve avvenire ad ogni livello attraverso approfondimenti strutturati e programmati sulle singole questioni, ben oltre la mera informativa. Ciò sia per una puntuale comprensione degli aspetti di dettaglio, sia per valutarne la concretezza e l’impatto economico e occupazionale. Per questo riteniamo che su tali temi venga garantito preventivamente un confronto rafforzato e, se del caso, una negoziazione con le organizzazioni sindacali anche per i progetti finanziati con fondi europei e nel programma Next generation EU – conclude Summa – È necessario che tutti gli interventi, anche di sostegno alle imprese, debbano prevedere alcune condizionalità per noi prioritarie: la realizzazione di incrementi occupazionali, in particolare per giovani e donne; il riequilibrio delle diseguaglianze sociali e territoriali; la realizzazione di investimenti sui temi della salute e sicurezza; la qualità della spesa”.

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