Perché Sanremo è Sanremo!

Ieri sera dal Teatro Ariston di Sanremo è andata in onda la prima serata del settantaquattresimo “Festival di Sanremo”; l’evento terminerà sabato 10 febbraio dopo cinque serate. La conduzione, per il quinto anno consecutivo, è affidata ad Amadeus che è anche il direttore artistico e, nel corso delle serate, sarà affiancato da vari co-conduttori e co-conduttrici: Marco Mengoni ieri sera, Giorgia questa sera, Teresa Mannino nella terza, Lorella Cuccarini nella quarta e Fiorello nella finale di sabato. In maniera simile a quanto già avvenuto nelle edizioni 2022 e 2023 vi è la partecipazione di trenta artisti con altrettanti brani tutti in gara in un’unica sezione: ventisette cantanti sono artisti già noti al pubblico e considerati “big”, mentre gli altri sono i primi tre classificati del concorso “Sanremo Giovani 2023”. Questi ultimi, presenteranno un brano inedito diverso da quello con il quale hanno vinto la suddetta competizione. Come da regolamento, dal 2015 il vincitore del Festival rappresenterà, salvo rinuncia, l’Italia all’Eurovision Song Contest 2024, che si svolgerà dal 7 all’11 maggio a Malmö, in Svezia.

Detto questo, sorge, come ogni anno una domanda spontanea: “perché Sanremo nel corso degli anni è diventato l’evento mediatico italiano più importante dell’anno?”

Il Festival di Sanremo è un fenomeno particolare, eccezionale e del tutto insolito: durante la settimana del Festival tutta l’attenzione mediatica del “Belpaese” si concentra su di esso. Risulta essere un fenomeno televisivo che rappresenta l’essenza stessa della “tv generalista”, diventando l’espressione massima di un modo di fare televisione che intende accontentare in maniera eterogenea tutti i telespettatori. Con tale modo di fare televisione si intende mescolare l’offerta del programma televisivo creando il minor numero di dissensi possibili, provando a soddisfare quasi tutti senza accontentare fino in fondo nessuno, trovando proprio in questo “punto di mezzo” un denominatore comune. Infatti, oltre alla capacità di accontentare tutti, il Festival è anche un rito collettivo, un modo di fare spettacolo in cui le polemiche e le opinioni differenti sono funzionali al successo ed allo share dell’edizione.

Se ci soffermiamo un attimo a pensare al Festival di Sanremo tutti noi italiani sentiamo la “necessità” di dire la nostra opinione a riguardo. C’è chi, da un lato, è un “fiero oppositore” del Festival e chi, dall’altro lato, lo aspetta ogni anno con trepidazione. Difatti, anche chi lo disprezza o scredita, indirettamente sta comunque riconoscendo il valore che il Festival di Sanremo ha per gli italiani. Non è un semplice festival della canzone italiana, è molto di più. Tuttavia, ogni volta che dobbiamo spiegare il significato del “molto di più”, abbiamo una grande difficoltà nell’elencare tutto ciò che compone il “molto di più”.

Per tale motivo molto spesso a questa domanda si risponde con la frase tautologica: “Perché Sanremo è Sanremo!”.

Nicola Cirigliano
Nicola Cirigliano
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