Per non lasciare nessuno indietro

Continuiamo a sentire, da parte di chi ha assunto l’onore-onere di gestire il bene pubblico: “Nessuno sarà lasciato indietro, tutti avranno cure e risorse in egual misura” ed effettivamente chi ha ottenuto un ristoro, chi un contributo, chi una promessa, ma tutti hanno ottenuto le tasse e qualcuna anche con qualche aumento. Comunque nessuno resterà solo. Tranne quelle migliaia di vittime del CVID-19 morti da soli e accompagnati “da soli” sui freddi camion dell’esercito italiano verso l’ultimo forno dell’esistenza. Ogni governo che si è succeduto come primo impegno che ha preso, nei confronti dell’acclamante popolo, è stato quello di dichiarare: “nessuno resterà indietro”. “Bisogna ripartire dagli ultimi”. Di questi ultimi se ne interessano tutti ma nessuno denuncia che, ogni forma di povertà ed oppressione deve essere contrastata dalla veritiera difese di quegli inalienabili diritti fondamentali  di ogni individuo. Allora sì che anche gli ultimi, in quanto Uomini e non “comoda zavorra sociale”, saranno tutelati nella loro dignità e nel loro orgoglio. Il messaggio che chi governa dovrebbe capire e trasmettere dovrebbe essere quello della “promozione” per la soluzione definitiva dei problemi e non la sterile applicazione di rattoppi economico-sociale i quali non sono altro che l’obolo delle apparenze. Quindi non bisogna solo programmare l’estrema assistenza ma occorre soprattutto rimuovere le cause che determinano l’emarginazione dalla dignità, della libertà, dalla giustizia, dalla solidarietà e quindi dalla vita. Se il significato di promuovere è muovere a favore sarebbe facile dire “promuoviamo la solidarietà” invece credo che si debba dire semplicemente promuoviamo il rispetto per l’uomo e partendo da quelle persone che purtroppo sono rimaste indietro ma che hanno maturato ancora più diritti rispetto a noi e non lasciamoli raggiungere dalle pandemie, dalle miserie e dalle cattiverie.

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