Pensioni, con il governo Draghi cosa succederà a Quota 100?

Tra il flop della misura per la pensione anticipata e le pressioni dell’Europa, Mario Draghi potrebbe confermare la scadenza di Quota 100 a dicembre 2021 senza una proroga e introdurre una nuova riforma.

L’instabilità politica del Paese può mettere a rischio il futuro di molti italiani. Cambiano il mercato del lavoro, gli equilibri del mercato e la gestione della più grande crisi economica degli ultimi anni, quella causata dalla pandemia di Covid. Ma potrebbero subire modifiche anche le riforme decise dai governi precedenti. Tra queste c’è Quota 100, la misura che permette di andare in pensione in anticipo del primo governo Conte.

Cos’è Quota 100 e quando scade

Quota 100 non è stata rinnovata dopo la caduta dell’esecutivo gialloverde, e per questo sarà in vigore solo fino al 31 dicembre 2021. Durante il Conte bis era stato annunciato che, nonostante la mancata proroga della misura sperimentale, ci sarebbero state nuove soluzioni di uscita graduale a partire dal 1° gennaio 2022 per dare continuità alla riforma delle pensioni. Fortemente voluta dalla Lega, Quota 100 consente ai lavoratori che raggiungono almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi di accedere alla pensione anticipata ben 5 anni prima dei 67 richiesti per la pensione di vecchiaia.

Quota 100 flop? I numeri reali

Mario Draghi dovrà valutare attentamente se rinnovare Quota 100. Bisogna anzitutto dire che la misura non sta ottenendo il successo sperato. Nel triennio 2019-2021 era prevista che ne usufruissero 973mila lavoratori, anche se finora, a due anni dalla sua attuazione, poco meno di 268 mila hanno deciso di farlo. Per molti infatti non sarebbe stato conveniente andare in pensione in anticipo e perdere fino a 5 anni di contributi. Nel pubblico impiego Quota 100 ha avuto più successo, dove soprattutto le donne riescono a raggiungere con più facilità i 38 anni di contributi. Tuttavia la pensione anticipata di molti lavoratori non ha contribuito all’assunzione dei giovani e a un veloce turnover generazionale, considerando anche gli effetti della pandemia di Covid sull’impianto produttivo del Paese. Per fare fronte all’emergenza, inoltre, molti medici in pensione sono tornati in corsia. Tuttavia appena finirà il blocco dei licenziamenti, che se non verrà prorogato rimarrà in vigore fino al 31 marzo, Quota 100 potrebbe aiutare molti lavoratori che rischiano di perdere il post. Usato come un’agevolazione sociale, lo scivolo pensionistico potrebbe garantire il pensionamento a chi invece si troverebbe disoccupato, in particolare nel settore privato. Per questo i numeri non necessariamente remano contro questa riforma.

L’Europa contro Quota 100

Oltre il potenziale flop di Quota 100, prima di un’eventuale proroga, Mario Draghi dovrà tenere presente il parere di Bruxelles. La Commissione europea ha più volte espresso preoccupazione riguardo questa misura, invitando l’Italia a rivedere il sistema pensionistico e contenere la spesa previdenziale, particolarmente alta nel nostro Paese, visto anche lo strutturale invecchiamento della popolazione. Proprio la Commissione europea è decisiva per ottenere i 209 miliardi di euro del Next Generation Eu, e presentare il Recovery Plan senza un sostanziale cambiamento di rotta nella gestione delle pensioni potrebbe azzoppare l’arrivo dei fondi a Roma.

Draghi proroga Quota 100?

Per uscire da Quota 100, fonti vicine al governo Conte bis parlavano già di Quota 102 a partire dal 1° gennaio 2022, con l’innalzamento dell’età minima per il prepensionamento a 64 anni e penalità per ogni anno di anticipo rispetto al pensionamento di vecchiaia. Tanto le opposizioni quanto i sindacati si sono dette però contrarie a questa ipotesi. Rimane dunque l’incertezza sulla misura che intenderà adottare Mario Draghi, considerando che l’eliminazione di Quota 100 senza una valida alternativa non sembra uno scenario possibile e sarà necessario trovare una misura intermedia tra il prepensionamento a 62 anni e la pensione di vecchiaia a 67. Il premier incaricato ha già dichiarato che oltre al mondo della politica coinvolgerà nel processo decisionale le parti sociali.

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