Il governatore dell’Emilia Romagna si prepara a quello che accadrà dopo le regionali del 20 settembre e parla da futuro segretario.
Si è detto più volte come negli scorsi mesi il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini si stia muovendo da futuro leader del Partito Democratico. Una tendenza evidente prima, durante e dopo la pandemia da coronavirus. Spesso la portata delle sue prese di posizione raggiungono una portata nazionale, e producono dibattito e conseguenze all’interno del centrosinistra. E’ andata in scena una nuova puntata, forse la più importante degli ultimi tempi, con un vero e propria programma di “rientro” di chi ha lasciato il PD negli scorsi anni. Quantomeno questo l’auspicio di Bonaccini, che guida l’Emilia Romagna e un domani vorrebbe forse provare a guidare il Pd e magari il paese. Bonaccini: “Renzi e Bersani rientrino pure, se rimaniamo al 20 per cento non vinceremo mai le elezioni”. “Se il Pd nei prossimi anni rimane al 20%, quando si voterà per le politiche noi non vinciamo le elezioni. Noi dobbiamo riportare tutti quelli che non ci votano più, non Bersani e Renzi in quanti tali” ha detto Bonaccini dal palco della Festa dell’Unità di Modena, rispondendo alla domanda del direttore di Tpi.it, Giulio Gambino, sulla possibilità che Renzi e Bersani rientrino nel Pd”. “Sono favorevole al Mes, l’unica condizionalità è che i soldi vengano spesi per la sanità. Perché non spenderli per la sanità? Quante cose potrebbero essere fatte con i soldi del Mes? E per questo sarei disposto anche a mettere in discussione l’alleanza con il MS5”, tra le altre dichiarazioni significative di Bonaccini.

