A distanza di 21 anni il giudice per l’udienza preliminare di Potenza ha condannato tre persone per l’omicidio dell’autotrasportatore 26enne Carmelo Martino Rizzo avvenuto nel ‘99 in una piazzola di sosta della Salerno-Reggio Calabria, nei pressi di Lauria. I giudici del tribunale di Potenza hanno ritenuto colpevoli dei reati ascritti i barcellonesi Basilio Condipodero, 46 anni, Giovanni Rao, 59 anni e Sam Di Salvo, 55 anni. Assolto per non aver commesso il fatto il collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico, 48 anni. Le ragioni dell’omicidio sono state ricostruite dalla Procura e della Direzione distrettuale antimafia di Potenza sulla base delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico assolto per non aver commesso il fatto. Rao e Di Salvo furono i mandanti dell’omicidio, avvenuto per ritorsione nei confronti dell’autotrasportatore accusato dalla famiglia mafiosa barcellonese di aver partecipato a un furto di escavatore ai danni di una ditta che pagava il pizzo e che quindi era sotto la protezione della criminalità organizzata barcellonese. Condipodero, secondo l’accusa, avrebbe accompagnato Stefano Genovese, 46 anni, esecutore materiale dell’omicidio, con un ruolo di autista nel comando di fuoco entrato in azione il 4 maggio 1999. Genovese è stato già condannato a 27 anni per l’omicidio di Rizzo . Il giudice ha disposto il risarcimento del danno per familiari, che si sono costituti parte civile con gli avvocati Filippo Barbera, Gaetano Pino e Santino Trovato, fissando un provvisionale di 50mila euro per ciascun della parti.

