“Ornella” e il razzismo sistemico (di cui non parla)

Ammetto di non aver mai sentito parlare di Ornella Mariani prima delle sue esternazioni su Potenza. Una ricerca su internet riporta che si tratta di una psicologa – ex iscritta al Partito Socialista Italiano – che si occupa di storia, curatrice di terze pagine (culturali) su “testate nazionali”, autrice di saggi e ricerche sulla Questione Meridionale. Ha un sito web con indicazione “sito di interesse storico”, un curriculum disponibile on line come file pdf evidenzia i suoi studi (nessuno specifico per la storia peraltro) e la partecipazione al programma Erasmus come studentessa e contemporaneamente anche come “incarico accademico”. Pubblicazioni scientifiche, nessuna, ma viene definita, in alcune interviste su YouTube come scrittrice e professoressa. Varie attività di volontariato in istituzioni clericali cattoliche e – come attività ancora in corso (ma probabilmente il cv è datato) appartenenza al gruppo spirituale e di preghiera Granum Sinapis delle maestre Pie Filippini. Volontariato, giornate di preghiera e di ritiro, etc.
Dispiace comunque sentire affermazioni così becere da parte di chi qualche merito culturale pare averlo. Anche se bisogna dire che non è nuova ad espressioni colorite, come lo scorso 25 marzo 2020 su YouTube (Notizie Oggi): “I decreti sono carta da cesso”, dove esprime posizioni razziste simili a quelle leghiste, nonostante sia originaria del Sannio. Insomma dopo Salvini e i cori anti napoletani ora abbiamo una sannita che insulta altri concittadini meridionali a dimostrazione del razzismo sistemico italiano contro il meridione abbracciato ormai anche da alcuni meridionali. Ovviamente gli insulti di Salvini e Mariani contano poco, quello che conta è che poi, alla resa dei conti, il Sud viene di fatto penalizzato (l’esempio attuale sono i fondi del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – che destina al Sud le briciole, nonostante le indicazioni di segno opposto della Unione Europea. Ovviamente quando saremo chiamati a pagare il debito il Sud pagherà come gli altri. Questo però non pare indignare l’autrice di saggi e ricerche sulla Questione Meridionale, che preferisce parlare di Dittatura Sanitaria, decreti carta da cesso, e marce su città di m…).
Ci si potrebbe domandare perché amministrazioni comunali meridionali, o addirittura europee, preferiscano uno psicologo a degli storici, ma si sa, ormai prevale la figura del tuttologo, ma andrei fuori tema. Tra l’altro uno psicologo dovrebbe sapere che insultare un popolo per colpire tre opponenti politici è operazione poco professionale, ma forse è per questo che si occupa d’altro. Non paga dell’insulto si blatera di una “marcia su Potenza” (invece che su Roma, i cui risultati sono peraltro noti e storicamente acclarati), chissà con quali possibili esiti, o magari è il solito sistema fascista di punire tutti per colpirne tre?
Resta lo sconcerto per il linguaggio scatologico gratuito e senza senso, certo non consono a chi pretende poi di parlare di cultura.
Ma la politica ci ha già abituato al peggio.

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