Olanda, Il “decoro” arriva ad Amsterdam. Il quartiere a “luci rosse” lascia il centro cittadino

Amsterdam e la voglia di “decoro”. È di qualche giorno fa la decisione di spostare il quartiere a luci rosse fuori dal centro città. La ragione: cercare di favorire, pandemia permettendo, un turismo di più alto livello e meno a buon mercato. Prima di questa decisione, nelle scorse settimane l’amministrazione ha cominciato ad applicare limitazioni anche per le caffetterie alla cannabis. Quella di abbassare in centro città le vetrine delle lavoratrici del sesso, tenendole lontano dagli occhi in periferia invece che negli stretti vicoli intorno al porto nel quartiere a luci rosse di De Wallen, è una proposta che ha visto il sostegno di un largo fronte di partiti politici. Risultato: un “erotic centre” sorgerà lontano dal cuore della città, anche se non è stato deciso ancora esattamente dove. A fare pressioni per ottenere questo risultato erano stati inizialmente partiti di ispirazione cristiana come Cda e Christen Unie, cui poi si sono uniti il Vvd − ovvero il partito del premier olandese, Mark Rutte − insieme al partito laburista e ai Verdi. Secondo Femke Halsema, sindaca della città − la prima donna a capo dell’amministrazione, dal 2018 − non si tratta solo di “decoro”: ha spiegato la decisione con il fatto che rendere le donne un’attrazione turistica susciti ormai oggigiorno sdegno e favorisca abusi. Secondo The Guardian però, quando l’ipotesi è stata avanzata per la prima volta, una lobby chiamata Red Light United sosteneva che la stragrande maggioranza – il 90 per cento – delle 170 prostitute di Singel e De Wallen interpellate avrebbe piuttosto scelto di rimanere in centro città. Avanzando anche la domanda sarcastica: la sindaca organizzerà delle navette per permettere ai clienti di raggiungere il nuovo quartiere? La proposta d’altro canto era già stata rispedita al mittente. Ora una seconda proposta, che mira a vietare ai turisti di acquistare cannabis dai caffè, sta avendo vita più difficile per il timore diffuso che la decisione possa avere come effetto quello di favorire il commercio illegale nelle strade.

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