Nonostante Draghi

Due ricoverati in terapia intensiva. Uno è vaccinato, l’altro no. Un contagio democratico. Non per un quotidiano locale che dà la notizia in questa becera maniera: non vaccinato uno dei due pazienti ricoverati in terapia intensiva. Una informazione che subliminalmente butta il riflettore sul non vaccinato, quando la notizia è che in terapia ci sia finito un vaccinato.

In TV, invece, pure. Un Gasparri inacidito come uno zitellone che copre di insulti un garbato giornalista, reo di non pensarla come lui.

Due cattivi esempi di cattiva informazione, di tentativo di indirizzare il pensiero comune verso la deriva massificatrice di sistemi che di democratico hanno solo l’etichetta.

Al Comune di Potenza pare si rischi un altro dissesto. Tipo uno per consiliatura, un buon ritmo, diamine, davvero rimarchevole. Dicono la colpa sia delle consiliature vecchie. Pacifico. Quando mai è stata colpa della consiliatura corrente. Dicono che risalga alla definizione un po’ coraggiosa di pendenze da parte dell’allora sindaco Santarsiero e che una sentenza abbia fatto precipitare la situazione. Insomma niente che non fosse prevedibile, ma né Santarsiero stesso, né De Luca poi, né Guarente adesso, devono essersene accorti per tempo. Dicono, anche, che il bilancio è virtuoso e che proprio per questo motivo si rischia il nuovo, ennesimo dissesto. Fosse vero non capisco perché non si faccia una crociata contro una legge bizzarra, perché si arrivi sempre alla fine per capire e programmare qualcosa, perché, in definitiva, governi cittadini di sinistra, senza colore e di destra, siano ugualmente incapaci di uscire dal guado del perenne indebitamento e della perenne crisi.

Nel frattempo il governo Draghi ha perso la bussola. Pare sia bastato un aumento dei contagi, segno del fallimento totale di ogni misura finora adottata e soprattutto del fallimento della strategia, anche mediatica, posta in essere.

A conti fatti, viste le ignobili risse televisive, il caos dei provvedimenti e la perenne situazione di insicurezza, sanitaria ed economica, è come vivere in un inferno. L’Italia è davvero e seriamente malata. Ma nella politica, nelle istituzioni, nelle sue viscere. Pensavano che Draghi facesse il miracolo. Balordi, tutti. Ora di nuovo a leccarsi le ferite. Il mondo della politica è a pezzi, incapace di un pensiero autocritico, di un’idea di salvezza. Sopravviviamo. Il refrain continua a essere quanto è bello e bravo Draghi, ma si comincia a premettere un brutto avverbio, quel nonostante, che viene ormai usato per anticipare il nome di Draghi.

Sì, l’anno finisce in un vero e proprio inferno. Probabilmente chiusi, plurivaccinati, malati, tristi, insicuri, rassegnati. Ecco rassegnati. Il mio avverbio del 2022 sarà un classico e luminoso ormai.

Insomma, fate che cazzo volete, chiudeteci, impoveriteci, esaltatevi da soli, litigate, prendetevi a brutte parole, ribadisco, fate che cazzo volete, anche di noi, tanto … ormai … abbiamo davvero perso. Prima cominciamo a raccogliere i cocci e a spazzare via tutto e prima potremo cominciare a ricostruire davvero. Da zero.

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Luciano Petrullo
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