“Nella tana del coniglio”: la dipendenza dai social

Lo scorso 17 febbraio è entrato in vigore il Digital Services Act, il nuovo regolamento europeo che si pone l’obiettivo di tutelare gli utenti più “deboli” dei social network e di contrastare le pubblicità ingannevoli e la disinformazione in rete. La Commissione Europea ha aperto un’indagine sul social Tik Tok contestandogli il modo in cui opera il relativo algoritmo e, in particolare, il fatto che creerebbe l’effetto “rabbit hole” o “tana del coniglio”. In cosa consiste questo effetto?

L’espressione inglese “going down the rabbit hole” è una metafora presa dal cartone animato “Alice nel Paese delle meraviglie” che descrive il modo in cui una persona possa essere trascinata in un “mondo parallelo e virtuale”, estraneo, difatti, alla realtà. Rapportando questo fenomeno ai social, si riferisce al fatto che gli utenti rimangono “intrappolati” dentro ad un loop di contenuti, “scrollando” il proprio smartphone o tablet all’infinito. Da uno studio condotto e pubblicato dall’Harvard Business Review, gli utenti, dopo aver guardato 5 video di seguito, sono portati, per circa il 10% in più, a scrollare ancora. A questo aspetto si aggiunge l’algoritmo del social che, analizzando i gusti degli utenti, propone contenuti attinenti agli interessi degli “scrollatori”. Per tale motivo, risulta sempre più complicato smettere di scrollare e, quindi, si crea la dipendenza. Sempre secondo lo studio, aumenta del 21% la probabilità di rimanere connessi. Tutto ciò accade perché il cervello umano, rispondendo ad una sensazione piacevole generata da video affini ai propri interessi, stimola il rilascio di dopamina, la quale non dà piacere di per sé, ma agisce in maniera tale da ricercare costantemente questa soddisfazione. Però, questa situazione può causare delle conseguenze negative. Il rilascio continuo di dopamina può sovraccaricare il nostro sistema nervoso, aumentando l’impulsività e la dipendenza dai contenuti dei social. Nei casi più gravi, inoltre, un sovraccarico cronico di dopamina può generare sentimenti di ansia e depressione, peggiorare il bipolarismo e i disturbi ossessivo-compulsivi. La consapevolezza dei rischi dell’uso eccessivo dei social è già un buon punto di partenza per proteggersi dalla “tana del coniglio”. Una soluzione pratica e utile è quella di impostare sui propri smartphone e tablet un limite di tempo massimo giornaliero di utilizzo dei social network, ricordandosi, cosi, di uscire dalla “tana” e di tornare a vivere nel mondo reale.

Nicola Cirigliano
Nicola Cirigliano
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