Mega (Cgil): «In Basilicata serve una nuova Scanzano»

“Lo scenario che si prospetta in Basilicata per le scelte scellerate del governo Meloni e del governo Bardi è preoccupante: dalla revoca del reddito di cittadinanza a 1700 famiglie lucane, alle mancate risorse ai Comuni per i servizi a disabili, anziani e infanzia, fino al voto favorevole all’autonomia differenziata, che di fatto ha tradito i lucani, e alla privatizzazione della risorsa idrica con la neo società per azioni Acqua del sud Spa che sostituisce Eipli. Per non parlare della situazione dei trasporti, dove per la prima volta nella storia di questa regione nel mese di agosto non arriverà né partirà alcun treno, con ripercussioni fortemente negative sulle presenze turistiche, tanto che Matera è una città in grande difficoltà. È arrivato il momento di scendere in piazza in difesa dei diritti dei cittadini lucani. Per questo motivo lanciamo un appello alla società civile, alle associazioni, al terzo settore, ai partiti, ai sindacati tutti affinché si uniscano alla mobilitazione che già vede una parte delle rappresentanze politiche, civili e sociali della nostra regione, compresa la Cgil, in prima fila in difesa della Basilicata dalle scelte del governo di destra”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega.

“Mentre la brutta riforma del reddito di cittadinanza sta lasciando senza sostegno migliaia di persone, scaricando la responsabilità sulle lavoratrici e sui lavoratori dei servizi sociali, con circa 1700 famiglie lucane senza sostentamento dall’1 agosto – aggiunge Mega – lo stesso governo Meloni decide di ripristinare i vitalizi agli ex senatori. Al contempo in Basilicata il governo Bardi pensa bene, con la manovra di assestamento del Bilancio di previsione 2023, di abbandonare al loro destino centinaia di fragili e non autosufficienti lucani, nonché il settore dell’infanzia, nonostante l’accertata carenza di servizi e di povertà educativa. La mancata attribuzione di risorse sul capitolo dei servizi sociali e alla persona finirà per pesare ancora di più sulle fasce di popolazione più svantaggiate, in gran numero nella nostra regione. Nonostante le innumerevoli sollecitazioni da parte della Cgil e non solo – prosegue il segretario – l’assestamento di bilancio approvato in Consiglio regionale non prevede la copertura dei servizi erogati dai Comuni attraverso gli Ambiti Territoriali Sociali. Per tutto il 2023 mancheranno all’appello 21 milioni di euro, mentre nessun finanziamento è stato assegnato al Fual (Fondo Unico Autonomie Locali), buttando nel baratro i Comuni, già in affanno, e le due Province di Potenza e Matera. Superfluo soffermarsi sullo spettacolo indecoroso della sanità”.

Per Mega “il welfare è solo uno degli assi colpiti dall’accetta del governo Bardi. Che dire poi della costituzione della nuova società Acque del Sud S.p.A, con cui il governo Meloni ha deciso di sottrarre ogni competenza al territorio lucano sul governo di una risorsa naturale fondamentale, davanti al silenzio aberrante della Regione Basilicata e dei parlamentari di maggioranza. Ecco perché il richiamo a una nuova Scanzano, la grande mobilitazione che nel 2003 fermò la decisione del governo di depositare nella città ionica le score nucleari,  appare più che mai calzante in questo momento. Una nuova Scanzano contro lo smantellamento del welfare lucano, in difesa dell’acqua bene comune, il cui nuovo progetto di gestione introduce la possibilità che intervengano i privati per il 30% nella società, tradendo la volontà popolare espressa con il referendum per l’acqua pubblica del 2011 che ottenne il 96% di consensi con oltre 26 milioni di italiani che si sono espressi a favore dell’acqua pubblica. Una nuova Scanzano per il lavoro, per abbattere la povertà, per il diritto alla mobilità, per la dignità dei lucani. Una nuova Scanzano per riprenderci il futuro”.

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