Mafia: traffico di droga nel Metapontino (MT). 24 misure cautelari

A  conclusione  di indagini  coordinate  dalla  Direzione  Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Potenza in costante coordinamento con  la  direzione Nazionale Antimafia (che ha garantito la costante applicazione del Magistrato di collegamento alle indagini in corso) e condotte dai Carabinieri e dai Finanzieri delle rispettive Compagnie di Policoro, è stata data esecuzione a una ordinanza di misura cautelare personale, emessa dal G.l.P. del Tribunale di Potenza, nei confronti di 24 indagati ritenuti responsabili di aver fatto parte, a vario titolo, di un’associazion e dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, operante in diversi comuni della provincia di Matera (Policoro, Scanzano Jonico, Colobraro, Valsinni, Bernalda e Tursi) nonché di reati di estorsione, incendio, trasferimento frau dolento di valori, autoricìclaggio ed impiego di denaro di provenienza illecita.

Tra gli arrestati, 12 sono stati assocìati presso diverse Case Circondariali e altri 6 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari; inoltre è stata applicata nei confronti di 6 persone la misura dell ‘obbligo di dimora nel comune di residenza .

Le indagini coordinate dall’AG e sviluppate in modo approfondito completo e professionale dalla polizia giudiziaria, hanno disvelato, in particolare il più raffinato ed insidioso meccanismo di riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita (e segnatamente dal narcotraffico anche di livello internazionale) per milioni e milioni di euro, in attività produttive che, nel settore agricolo, si era mai potuto constatare in Basilicata.

I provvedimenti  sono  stati emessi  dal  G.I.P. del  Tribunale  di Potenza e destnatari dei provvedimenti sono i seguenti:

Ordinanza di custod ia cautelare in carcere:

  • SOLIMANDO Giacomo, nato a Tursi (MT) il 21.05.1965, detenuto, (capo del sodalizio);
  • SOLIMANDO Filippo, nato a Matera il 24.1 1.1969, detenuto ;
  • ARONE Benito, nato a Montalto lJffugo (CS) il 07.Q3.I968, residente in Tursi, (promotore) ;
  • DE PASCALIS Aldo, nato a Montalbano Jonico (MT) il 12.01.1960, residente in Scanzano Jonico (MT);        ·
  • BEVILACQUA Antonio, nato a Genova il 10.06.1989, residente in Polìcoro, (promotore) ;
  • MODARELLI Lorenzo, nato a Chiaromonte (PZ) il 05. 10.1970, residente in Colobraro (MT);
  • SACCONE Giuseppe, nato a Gragnano (NA) il 26.09. 1982, residente in Scanzano Jonico;
  • MORANDO Antonio, nato a Policoro (MT) il29.06.1995, ivi residente;
  • BRUNO Giovanni, nato a Taranto il30.09.1985, residente in Scanzano Jonico;
  • SANTORO Stefano, nato in Germania il 22.05.1966, residente in Policoro ;
  • RUSSO Pietro, nato a Tursi il 01.09.1979, detenuto·
  • ALOISIO Giuseppe, nato a Policoro il25.12. 1988, ivi residente;

Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari:

  • LABRIOLA Antonio, nato a Colobraro  1’1 1.07. 1964, residente in Tursì;
  • VIOLANTE Pietro, nato Policoro  il 02.05.1986, ivi residente;
  • BRUNO Marco, nato a Pisticci (MT) il 17.06. 1993, residente in Scanzano Jonico ;
  • TUTINO Daniele, nato a Policoro il 29.07.1973, residente in Scanz.ano Jonico ;
  • DE PASCALIS Rossana, nata a Policoro il 13.04.1987, residente in Scanzano .Tonico;
  • DE PASCALIS Leo, nato a Policoro il 27. 10.1994, residente in Scanzano Jonico;

Obbligo  di  dimora  nel  Comune  di residenza:

DlPIZZO Antonio , nato a Policoro I’11.04.1997, residente Colobraro; TRAVASCIO  Stefano, nato a  Pisticc.i  I ‘O l .07. l988. residente in  Polìcoro; ALTIERI Daniele, nato a Stigliano (MT) il 07.04.1987, residente in Nocara (CS); MARTINO Maurizio, nato a Modugno (BA) il 16.02.1990, residente in Scanzano Jonico; ASTRELLA Antonella, nata ·a Policoro il 24 .06.1993, residente a Scanzano Jonico ; SANTARCANGELO Marco, nato Policoro il 10.01.1981, ivi residente.

Il territorio interessato è quello della fascia jonica lucana ed il primo passaggio investigativo è rappresentato dalla  indlviduazione della vasta attività di traffico di stupefacenti e dei componenti del sodalizio che gestiva il traffico di droga, diretto, prima, dai fratelli  Solìmando,  Giacomo  e Filippo (già condannato per associazione mafiosa) e, poi , su delega di questi ultimi, da  Benito Arone. Di seguito si è individuato il canale di riciclaggio del denaro sporco reinvestito nell’azienda agricola De Pascalis, fra le più importanti del  Materano che nel giro di pochi anni grazie agli apporti di capitali illeciti garantiti dai partners criminali è divenuta una realtà economica dì rilevatissimo rilievo.

In particolare, l ‘organizzazione gestiva diverse piazze di spaccio assegnate a membri del gruppo: la piazza colobrarese-valsinnese, gestita direttamente da MODARELLI Lorenzo che, per lo spaccio al minuto, si avvaleva di ALTIERI Daniele; la piazza novasirese, in cui MODARELLI Lorenzo gestiva lo smercio della marijuana coltivata; la piazza bernaldese,  nella quale MODARELLI Lorenzo si serviva anche di FAVALE Emanuele per cedere notevoli quantitativi di marijuana ad acquirenti lì dimorantI; la piazza policorese, faceva riferimento ad ARONE Benito, in stretta collaborazione  con BEVILACQUA Antonio, la cui abitazione rappresentava una vera e propria base logistica in cui avveniva il taglio e il confezionamento della sostanza.  Il successivo stoccaggio poi avveniva in altri luoghi, lontani dalle abitazioni, in depositi temporanei dislocati lungo le strade interne, in determinati punti contraddistinti da segnaletica stradale o da alberi, tali da poter essere raggiunti per l’immediato prelievo e la consegna; la piazza scanzanese, faceva riferimento a BRUNO Giovanni (coadiuvato dai corrieri BRUNO Marco e TUTINO Daniele) e SACCONE Giuseppe (coadiuvato dalla compagna ASTRELLA Antonella).

Diversi i canali di approvvigionamento del sodalizio (Puglia, Calabria, Campania ed Albania), ma anche da produzione in proprio attraverso la coltivazione di vasti appezzamenti su cui veniva impiantat a cannabis.

I principali reati contestati, ai suddetti indagati sono: associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti; estorsione; trasferimento fraudolento di valori ; impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio; incendio; induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’A.G.

L’Ufficio di Procura ha anche concestato il reato di associazione mafiosa, che tuttavia non è stato ritenuto assistito da gravi indizi dal Gjp di Potenza. L’attività investigativa svolta si è sviluppata mediante intercettazioni, pedinamenti, perquisizioni e sequestri sfociati  anche  in  arresti  in  flagranza  di  reato.  I  tipi  di  droga  maggiormente commercializzati dal sodalizio sono risultati essere cocaina, marijuana ed hashish. Nel corso dell ‘attività di indagine sono stati coil1pl essivamente sottoposti a sequestro, in diversi momenti, circa 7 kg di marijuana. 230 gr. di cocaina e 640 gr. di hashish, nonché di un’area di 10.000 mq adibita alla coltivazione di marijuana con circa 1000 piante di cannabis a dimora e 300 essiccate. E’ stato, poi, possibile fare piena luce, inoltre. su due incendi ed un episodio estorsivo nei confronti di un’.azienda agricola. Il primo incendio avvenuto in Policoro nella notte del 19 agosto 2015 ìnteressava tre autovetture. andate completamente distrutte, in uso ai fratelli Leone, imprenditori nel settore dell’ortofrutta, il cui autore è stato identificatp in ARONE Benito, a puro scopo intimidatorio, mirando ad ingenerare timore nei confronti degli imprenditori del metapontino. Il secondo incendio riguardava proprio l’azienda agricola di DE PASCALIS Aldo, avvenuto in Scanzano Jonico nella notte del 13 febbraio 2019, e che interessò circa 3000 contenitori in plastica per la raccolta della frutta ed alcuni motori delle celle frigorifere vicinç  al punto d,’incenclio. L’autore, un autotrasportatore identificato ed indagato nell’ambito del presente procedimento penale, sebbene non attinto da misura cautelare, aveva agito a scopo vendicativo, essendo stato escluso dall’azienda DE PASCALIS da contratti per il trasporto della frutta. L’organizzazione criminale è risultata  a vere  un  diretto  collegamento con ambienti  crimìnali  di spessore radìcati nella vicina Calabria, in particolare il clan Abbruzzese. “Questo rappresenta uno degli aspetti di maggiore rilievo dell’investigazione, nel corso delle attività è stato possibile , inoltre, far luce sulla ricollocazione dei capitali illeciti ottenuti dal traffico degli stupefacenti ed i legami intercorrenti tra il predetto gruppo criminale e l’ìmprènditcire Aldo DE PASCALIS di Scanzano Jooico. In particolare, è emerso, a livello di gravità indiziaria, come i capitali illeciti nella disponibilità del sodalizio criminale venivano reimpiegati nell’azienda agricola del DE PASCALIS, utilizzati per l’acquisto in contanti, da terzi conferitori, dì prodotti ortofrutticoli poi etichettati e rivenduti come produzìone propria. La dissimulazione della reale origine di tali prodotti, commercializzati come produzione tipica dell’azienda agricola ha, in sostanza, consentito di perfezionare il circuito di ripulitura dei proventi di origine delittuosa. Ma non solo. Proprio l’impiego dei capitali illeciti ha consentito a De Pasclis, e ai suoi soci di fatto Giacomo e Filippo Solimando, di fare sempre maggiori investenti, acquistando terreni, ìmmobìli, attrezzature, determinandosi cosi una evidente distorsione. del mercafo in danno dei concorrenti che non disponevano delle risorse (illecite) di cui godeva l’azientia De Pascalis. Quindi, la veste formale di azienda gricola ha camuffato, di fatto, una vera e propria attività commerciale, consentendo all’imprenditore di ottenere significativi utili che sono stati nuovamente immessi nel ciclo anziendale (di consegue ripuliti) anche con l’acquisto di immobili (terreni agricoli e suoli), senza il ricorso a linee di credito bancarie. È emerso come, per le varie campagne agricole (principalmente per il comparto fragola) siano stati impiegati dal 2013 al 2019 proventi incontanti per circa 3,9 milioni dl euro, denaro non transitato sul conte corrente aziendale. Per le condotte in parola è stato operato il sequestro dei compendi aziendali di due imprese agricole, un opificio, terreni, fabbricati e disponibilità finanzierie riconducibili a De PASCALIS”.

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