Ue: grande manovratore delle emissioni e degli insetti

C’era una volta un continente che si credeva padrone del proprio destino. Poi arrivò l’Unione Europea con il suo manuale di “Virtue Signaling per Principianti” e nulla fu più lo stesso. Tra una riunione sul calibro perfetto delle zucchine e la lunghezza massima consentita per i cetrioli gli eurocrati decisero che il vero nemico da combattere non era la povertà, l’ineguaglianza o la disoccupazione bensì… la CO2.

 “Via le auto a combustione interna!” gridarono dalle torri di Bruxelles, brandendo il sacro decreto delle emissioni zero. Un dettaglio trascurabile: le auto elettriche non si vendono. Forse perché, tra batterie che costano come un piccolo appartamento e autonomie che crollano appena accendi il riscaldamento non si capisce perché uno dovrebbe rinunciare alla sua cara vecchia auto termica. Ma non importa: se il mercato non le vuole la soluzione è semplice. Basta eliminare il mercato!

Per chi non raggiunge le soglie di emissioni ecco le multe miliardarie. Per chi chiude gli stabilimenti un applauso sarcastico e un biglietto per la fila della disoccupazione. Audi ha già detto addio a Bruxelles ma non preoccupatevi: la UE ha un piano. “Non avrete nulla e sarete felici”, ci assicurano. Felici come una batteria scarica in una Tesla bloccata a -10 gradi.

E che dire della plastica? Quella del demonio! Un bel divieto qui, una tassa là e l’industria europea si ritrova a suicidarsi per l’applauso di Greta. Intanto, dall’altra parte del mondo, la Cina ci osserva con il suo mare di plastica non riciclabile e ci ringrazia per aver eliminato la concorrenza.

Ma non temete: il futuro è già qui e ha un sapore croccante. La UE ci ha promesso che mangeremo insetti. Non ci credete? Date un’occhiata al vostro supermercato: larve essiccate accanto ai biscotti e burger di grilli nel reparto frigo. Perché, in fondo, se dobbiamo morire che almeno lo facciamo con un bel contorno di cavallette alla brace. E guai a lamentarsi: l’inquinatore seriale è una “bocca inutile” e deve tacere.

E allora, cosa fanno i cittadini? Non votano. Ma non perché siano pigri: semplicemente hanno capito che chiunque mandino al governo non ha più alcun potere. Le decisioni le prendono loro: i Signori del Vincolo Esterno. Nessuno li ha eletti, ma comandano tutti. Così tra un’auto che non possiamo comprare, una plastica che non possiamo usare e un piatto di larve da gustare l’Unione Europea prosegue il suo piano illuminato. Il cittadino europeo, confuso e affamato, si chiede: è questa la terra promessa? Forse il rosa ci salverà. Ma intanto meglio fare scorta di pasta e passata: finché non arrivano i divieti anche lì.