Il Governatore Bardi in un’intervista apparsa sul Foglio ha letteralmente ridicolizzato la richiesta di verifica della Lega. Ha chiarito che le dimissioni sono state solo annunciate e, per dare una voce alla sua reazione, ha esclamato un sintetico, ma roboante, “ohibò”.
Dire che Bardi non avesse finora inciso nella mia considerazione è inutile, ma questo ohibò ne ha mostrato un volto ironico e anche autorevole, assolutamente da apprezzare.
In pratica non gliene frega niente della presa di posizione dei leghisti, come, del resto, frega niente a tutti.
Se vogliamo, però, un passo avanti nella politica 4.0 c’è stato. Eravamo fermi a Cupparo che si dimette ufficialmente ma continua a esercitare il ruolo di assessore, che già era una bella conquista. Ora abbiamo le dimissioni annunciate e non formalizzate. Finiremo alle dimissioni con lo sguardo, per l’assessore che non deve chiedere mai!
E Bardi se la ride, convoca i segretari regionali in quel di Roma, perché, forse, nonevèro, “Ambrogio vorrei, non so, qualcosa di saporito, che ne dici di un cacio e pepe” e nel frattempo lo immagino, alla Nero Wolfe, in quel di Napoli, intento a curare orchidee nella veranda vista golfo.
Che dire, lo spettacolo è garantito, non è di eccelsa qualità, ma in tempo di covid, che cala, anzi no, si impenna, ma no cala, anzi quasi è scomparso, è accettabile.
Fra una bolletta che arriva al prezzo di un Rolex, un Papa che manca poco pubblichi un video su Youtube e un Mattarella che se la prende con chi lo ha eletto, la Lega lucana, almeno, fa sorridere, diamine, cosa che di questi tempi, può essere terapeutica.
Alla domanda se Salvini sappia di cosa accade in regione o se la Meloni sappia che in Arpab positivo è bello, nessuno sa rispondere. Forse che sì e forse che no. Meglio rimanere nel dubbio, chè, se si conoscesse la verità, probabilmente non ci farebbero una bella figura. Entrambi.
E anche per oggi abbiamo chi ringraziare per averci tenuto lontana la noia. In fondo chi sta meglio di noi?

