«Lo spopolamento dei borghi diventi tema centrale prossima legislatura regionale»

Lo spopolamento dei nostri borghi diventi il tema centrale della prossima legislatura regionale mentre alcuni provvedimenti di emergenza si possono assumere in questi pochi mesi di fine legislatura per non perdere ancora tempo prezioso. E’ l’appello dell’ad Terre di Aristeo Saverio Lamiranda per il quale non c’era bisogno di un’ ulteriore indagine (società Territorio) per verificare che il calo demografico della Basilicata non si arresta, anzi accelera. In queste festività natalizie e di fine anno – aggiunge – sono tornati nelle famiglie i nostri giovani (in gran parte universitari) che però sono già rientrati nelle città di studio o di lavoro. Adesso i borghi sono tornati alla tranquilla vita di prima, quella dei soliti paesi popolati da persone anziane. I dati del censimento permanente diffusi dall’ISTAT registrano un saldo negativo sia nel rapporto partenze/arrivi che nascite/decessi. Ad oggi i residenti sono 541.168. La popolazione lucana al 31 dicembre 2021 è calata dello 0,7% rispetto allo steso periodo del 2020. Anche la mortalità è in crescita: dal 12,2 per mille del 2020 al 12,6 del 2021. Rispetto al 2020 sono 3.671 i residenti in meno, con un calo di 2.874 nel Potentino e 1.088 nel Materano. Sono 112 i comuni dove la popolazione diminuisce. Ma è tutta l’area interna a soffrire di più.

ll segnale inequivocabile che il territorio si sta progressivamente svuotando è che in Basilicata una casa su tre è disabitata e quindi in stato di totale abbandono. Sono esattamente 94.809 le abitazioni «fantasma» (29,4 per cento del totale degli appartamenti). Andando più a fondo nella statistica, scopriamo che è la provincia di Potenza quella in cui il fenomeno è più evidente: sono 66.112, infatti, le case vuote pari al 30,73 per cento, mentre in quella di Matera l’emorragia si ferma 28.697 (26,8 per cento).

Per questo c’è bisogno che ognuno faccia la sua parte. Noi continuiamo a sostenere il Progetto Pilota di Ripopolamento e la Rigenerazione dei borghi rurali che punta principalmente a recuperare le case abbandonate per farle diventare non solo accoglienza turistica ma residenze tutto l’anno. Anche se mancano pochi mesi dalla fine della legislatura rinnoviamo al Presidente Bardi la richiesta d’incontro, nonostante registriamo l’ennesimo, sconcertante e assordante silenzio alle nostre precedenti e reiterate istanze, sostenute da numerosi Comuni e dalla Rete Xenia-Aristeo composta da imprese. Crediamo che la proposta per la sottoscrizione di un “Accordo di Sviluppo” di interesse Nazionale, senza previsione di compartecipazione economica da parte dell’Ente Regionale Lucano, non possa attendere la nuova legislatura.

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