Libri. “La mia oasi” di Fernando Boaretto

di Francesca Patitucci

“La mia oasi” è una silloge che mette in primo piano il poeta e tutto il suo sentire… la sua vita, una biografia in poesia del suo esistere.
Apre questa raccolta con una lirica che descrive l’emozione del suo giorno di matrimonio, aspettando all’altare quella luce che nutre i suoi sogni.
Affronta il tema della morte parlandone senza paura e ricordando a questa nera signora che non potrà mai toccare e togliere ciò che lui ha fatto in vita, soprattutto non potrà privarlo degli affetti più cari.
I versi si dipanano tra dediche al Signore e preghiere in una ricerca continua di pace, un’oasi dove si rifugia ad ascoltarsi, nel silenzio, oltre il vociare del mondo…
Ricordi fanciulli vissuti nei primi anni scolastici, riportati in poesia, raccontano metodi di maestri d’altri tempi. E ancora parla dell’amico che non c’è più, del sentimento di “fiducia”, a tratteggiare momenti comuni a tutti gli uomini, nel bene e nel male.
“La scatola”, per Fernando, rappresenta uno scrigno dove custodire pezzi di memorie:
/un contenitore in cui ritrovare/ ricordi e speranze.
È pregnante il suo senso di fede e religiosa speranza in molti passaggi delle liriche. Non manca esaltazione di bellezza della natura e delle cose più semplici da amare, una sorta di riflessione per sé ma da consegnare ai posteri.
Il suo raccontarsi, attraverso episodi, convinzioni, esperienze e suoi personali punti di vista, nei veri sentimenti che lo sostengono, in maniera semplice e lineare, ci riportano a tempi lontani in cui la famiglia, l’amicizia, e tutti i rapporti umani, sapevano di verità e genuina passione.
In prosa e poesia l’autore mette a nudo i suoi buoni sentimenti, rifugge dal male, lo descrive con pena e si rivolge spesso a una essere supremo, il suo Dio, che possa portare misericordia e serenità al suo animo terreno.
La violenza la decanta con tenera asprezza, perché in fondo non vorrebbe percepirla affatto per alcun essere.
Il mondo oltre, quello divino, è ciò che esulta dal suo passaggio sulla terra, citato in varie sequenze di scrittura, come in un film che si consuma in diversi atti. Lo rincuora, lo cerca, questo Salvatore, chiedendo sempre pietà per il male che l’uomo riesce a fare e spera, ardentemente, di lasciare il suo profumo e il suo ricordo sulla terra, attraverso ciò che di buono ha saputo compiere.
Quest’opera è sicuramente una riflessione intima del voler cercare e trovare la parte buona della vita, dell’amore, della dignità di saper rendere onore a quanto ci è stato donato.

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