Letteratura maniacale o… chiodo fisso di un talentuoso?

Un’altra perla letteraria, una rocambolesca visione del mondo, che non ha nulla da spartire con scrittori con una ben diversa e marcata caratura intellettuale nel descrivere la minuta provincia italiana.  Il nostro scrittore ha una mania logorroica che non conosce limiti nel suo ondivago ed estasiato rincorrere il tema dell’eros, nelle sue caserecce divagazioni dà l’impressione, se non proprio la certezza, di una spazialità patologica assai vicina a ciò che lui stesso cita e definisce rattuseria!

Ci riesce di estrema difficoltà capire la lettura che viene data del celebre dipinto sull’origine del mondo in cui scopriamo oltre alla sua brama letteraria anche quella di critico d’arte, ma possiamo fargli venia giacché in questo campo ne annoveriamo di peggiori.

Per ritornare alla visione provinciale della nostra città capoluogo in cui si mescolano, a suo dire, elementi vari e “dove i confini tra i regni vegetale, minerale ed animale erano indistinti, si penetrava con apprensione nei maleodoranti santuari della fermentazione: sentine nelle quali il letamaio e le concimaie presiedevano all’alterazione delle sostanze. Nelle masserie Tufaroli, Biscotti e Scafarelli, tutto (formaggio, vino, pane, frutti, carne, lardo …) andava protetto contro il malocchio ed il guasto…” e poiché ci riesce difficile proseguire in siffatti contorcimenti neurali non possiamo non esprimerci con un lemma tipico della nostra città, che caratterizza un certo modo di pensare, e per non voler apparire triviali lo translitteriamo in caratteri greci come: ”Κυνοβάλανοι” e a buon intenditor poche parole!      

radionoff
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