Lavoro e influencer

Da anni si assiste ad un crescente aumento dell’uso dei social da parte di chiunque, giovani e non. Quale sia il ruolo di ognuno, non è di facile individuazione: semplici privati,  cabarettisti “digitali”, motivatori, profili aziendali… tante le figure a cui siamo abituati  ma che rientrano, nella maggior parte dei casi, nel novero dell’ “ influencer”. Ma chi è questo “influenzatore” social? Perché tendiamo a definire tutti in questo modo? Così come ci suggerisce la parola, “influencer” è colui che con la sua attività social, promuove sponsorizzando un prodotto, un servizio, condivide uno stile di vita, intrattiene gli “spettatori”,  insomma influenza la community. Sempre più spesso le aziende intrattengono rapporti  di collaborazione con l’influencer che gode di maggior popolarità per servirsene a fini pubblicitari, facendo nascere così la figura dell’”influencer marketing”. Nel nostro ordinamento non c’è una previsione legislativa a riguardo, ma lo si fa rientrare (nonostante molti dubbi interpretativi) nel cosiddetto “contratto atipico” delegando le parti a disciplinare autonomamente i loro rapporti. Tuttavia, essendo spesso contratti a prestazioni corrispettive e a titolo oneroso, l’influencer non deve incorrere nella pubblicità occulta se collabora anche con altre aziende o brand e deve evidenziare nella sua attività di pubblicità, che si tratta sempre di “Advertising” o meglio noto come #adv. Si auspica che questo lavoro in crescita esponenziale, abbia una disciplina apposita e che tutti gli influencer o aspiranti influencer sappiano come destreggiarsi in una nuova realtà lavorativa sperando soprattutto però che il pubblico non si lasci “forgiare” dai social tanto utili e affascinanti, quanto pericolosi e, a volte, devianti!

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