L’Abuso della forza. Un’aggressione alla libertà di protesta

In un contesto democratico dove il diritto di manifestare pacificamente dovrebbe essere sacrosanto, le recenti cariche della polizia contro i ragazzi che sostenevano la causa palestinese a Pisa e Firenze rappresentano un inquietante attacco alla libertà civile e ai valori democratici fondamentali.

Le immagini di giovani studenti colpiti dai manganello selvaggio delle forze dell’ordine mentre protestavano pacificamente per chiedere il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza sono un chiaro segno di un sistema che mostra un’eccessiva inclinazione verso la repressione anziché il dialogo.

Le testimonianze oculari rivelano uno scenario agghiacciante: ragazzi e ragazze, molti dei quali minorenni, vengono colpiti ripetutamente, anche quando sono già a terra, mentre cercano disperatamente di difendere la propria voce e i propri ideali di pace e giustizia.

Le modalità con cui le forze dell’ordine hanno agito, chiudendo le strade e attaccando i manifestanti con scudi e manganelli, sono sintomo di un’autorità che vede nella repressione la risposta a qualsiasi forma di dissenso, invece che nel dialogo e nel rispetto dei diritti umani.

Il commento del leghista Conti, che giustifica l’azione della polizia come un dovere necessario, riflette una pericolosa normalizzazione della violenza istituzionale, mentre il vero dovere delle autorità dovrebbe essere quello di proteggere il diritto dei cittadini di esprimere le proprie opinioni in modo pacifico.

L’uso eccessivo della forza da parte delle autorità costituite non solo mina la fiducia nei confronti delle istituzioni, ma alimenta anche un clima di paura e intimidazione che soffoca il libero scambio di idee e il diritto alla protesta.

Eppure, non tutto è perduto. La reazione di solidarietà e indignazione che è seguita a queste violenze dimostra che c’è ancora speranza e che il popolo non accetterà passivamente un’ingiustizia di tale portata.

È giunto il momento che le istituzioni e i governi prendano atto di questa situazione e rinnovino il loro impegno verso il rispetto dei diritti umani e della libertà di espressione. L’uso della forza non può essere mai giustificato quando si tratta di reprimere la voce dei giovani che lottano per un mondo migliore e più giusto.

radionoff
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