«La vita è un affare per quattro pusillanimi che governano»

Gentile Direttore, Le scrivo pur sapendo che non può fare nulla per me e per la mia famiglia. Sono sposato, ho due figli piccoli e né io e né mia moglie lavoriamo. Andiamo avanti con i pacchi della parrocchia, la quale ci dà anche i soldi per pagare le utenze. Sono disperato… Ho bussato a tutte l porte. Le fabbriche sono chiuse, i politici sono degli… ometto la parola perché una sola non basterebbe. Lei  potrebbe chiedermi: che titolo di studio ha conseguito? Ebbene: sono laureato in informatica e ingegneria, ho fatto due master; mia moglie è laureata in lettere moderne eppure quando capita svolgiamo i lavori più umili. Maledetto il giorno in cui sono nato e siano maledetti gli amministratori. Una volta sono andato da un/una rappresentante di spicco della Lega per farmi dare una mano. Sa cosa mi ha risposto? Noi diamo una mano solo ai nostri iscritti. Ma vaff… voi e la Lega di… Infatti sono andato a “spulciare” sui vari siti istituzionali per capire a chi vengono dati gli incarichi e sono arrivato alla conclusione che tutti i partiti sono uguali. La schifezza, la schifezza, la schifezza dell’umanità. Se non avessi famiglia non so cosa farei pur di vederli soccombere. A loro auguro il peggio: sofferenza e soprattutto una di quelle malattie che non  perdonano e li voglio vedere in un letto d’ospedale a contorcersi dal dolore con l’auspicio che nemmeno la morfina li possa aiutare. Io ho 35 anni e mia moglie 32. Non scrivo l’età dei miei figli, possono solo dirle che sono molto piccoli. Per non metterla in difficoltà o essere oggetto di denuncia non farò i nomi di coloro ai quali mi sono rivolto, ma spero che i lucani (una massa di pecore) si sveglino e mettano in funzione quei pochi neuroni che hanno nel cervello. Forse mettendo i lucani tutti insieme riescono a “partorire” sì e no 6-7 sinapsi in tutto. Il grande Eduardo De Filippo disse: “L’uomo mi fa schifo due volte: in quanto uomo e in quanto umanità!”. Se Le scrivo è perché questa mia sarà pubblicata. Voi non operate alcuna censura e svolgete un’ottima informazione. A volte mi soffermo a leggere soprattutto gli articoli di cultura e Le faccio i complimenti. È raro trovare giornalisti con “la schiena dritta” come Lei: sono tutti “ammanicati”, servi del potere. Da controllori sono consapevolmente controllati. Qualche volta mi capita che un amico mi offra un caffè e leggo i giornalacci che vengono pubblicati in Basilicata… mi dispiace che Lei faccia parte di questa categoria che vale meno di zero e prendono stipendi che noi, che abbiamo dedicato i migliori anni a studiare, li possiamo solo sognare. Noi viviamo in uno dei prefabbricati di Bucaletto di Potenza e dobbiamo ringraziare la Caritas se riusciamo a fare almeno un pasto al giorno. Mi sono rivolto anche agli eletti del partito fascista, a quelli  il cui leader ha più condanne dei mafiosi. Lasciamo stare quelli che si definiscono di sinistra… sinistra nel senso che mangiano con la mano sinistra? Non voglio scrivere del governo nazionale perché è alla stesa stregua di quello locale e non escludo alcun partito se non i Radicali e il vero partito comunista. L’unica cosa che però Le devo scrivere che non ho mai letto, anche sulla vostra testata, un editoriale che metta veramente a nudo la realtà di questa miserevole realtà lucana fatta del più becero clientelismo, dove svengono sistemati amanti/amante, familiari, amici e amici degli amici. E questo vale anche se vai in ospedale… se conosci qualche dottore hai un aiuto in più altrimenti attendi che qualche medico “raccomandato” ti visiti. Altro pianeta sono i medici di famiglia. Ligi al dovere e più “umani”. Umani… ma che vuol dire umani? Che ci muoviamo in maniera eretta e che non siamo governati dal solo istinto perché in teoria abbiamo un cervello e siamo stati educati a rispettare le leggi. Leggi sistematicamente raggirate da chi li produce. Avevano detto che questa legislatura sarebbe stata orientata al cambiamento, intanto abbiamo un pseudo presidente che va in giro in mimetica. Davvero imbarazzante. Siamo davvero il Paese di Pulcinella, con tutto il rispetto per la maschera napoletana che si prendeva gioco del re borbone in pubblica piazza con tanta sottile ironia che nemmeno i gendarmi comprendevano. L’unica cosa che ho capito che per vivere bisogna essere come loro. L’italia è un paese di corrotti e corruttori. Quel loro è rivolto a coloro che gli elettori lucani sanno a chi mi riferisco. Avrei voglia di scrivere tanto altro ma sono stanco. In questo momento mentre scrivo ho in braccio la più piccola con la febbre e adesso ho chiamato la guardia medica e sto aspettando che arrivi. Comunque Le prometto che scriverò qualche altra cosa che ho scoperto. Prima di chiudere voglio scriverLe di un episodio: per alcune settimane ho lavorato in autolavaggio che ha il parcheggio riservato per i clienti. Una donna ha parcheggiato, fregandosene del cartello e stava andando via quando il titolare le ha fatto presente che non poteva stare lì. Sa cosa ha risposto? “Lei non sa chi sono io, sono una consigliera comunale di Potenza”. Il mio titolare ha risposto a tono: “A me non me ne frega niente, io pago per l’occupazione suolo e quindi pago anche il suo fottuto gettone di presenza. Quindi se ne vada altrimenti chiamo i vigili urbani”. Incuriosito ho chiesto chi era. Il titolare mi ha risposto: “È una legaiola buona solo per fare…”. Lascio a Lei dedurre a cosa si riferiva. Con immutata stima a Lei, all’editore e a tutti i giornalisti di Radionoff mi congedo formulando i migliori auguri, ma solo a voi. Spero che venga pubblicata eallego alla presente anche una foto che sintetizza anche il mio pensiero. Grazie! (Lettera firmata)

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