di asterisco
Viviamo in un’epoca fatta di celebrazioni e ricorrenze, assieme ai vari eventi quotidiani e le abbuffate pantagrueliche dei tanti pennivendoli che vanno a braccetto con le diavolerie informatiche, e non avendo il benché minimo lasso di tempo per analizzare le fonti documentali, sguazzano in ricostruzioni storiche paradossali, contraddittorie o quanto meno raffazzonate, una Babele di sequenze e immagini montate ad arte, una vera e propria sceneggiatura opportunista, un malsano e equivoco tentativo di scalata politica dal colore indefinito, tipico format italiota, che s’adatta a tutte le stagioni e di estrema attualità!
Tornano di moda le cosiddette giornate particolari e in 365, giorni mai come in questo mese d’aprile, ce n’è per tutti i gusti: chi suona le campane a morto, chi fa festa, chi inneggia già al miracolo della pace tra i contendenti da attribuire al defunto pontefice. Da una parte una folla che ne compiange la perdita dall’altra, nella coinvolgente coreografia liturgica vaticana, i potenti della terra che tentano di occupare con larvata ipocrisia la scena fiutando il vantaggio dell’esposizione mediatica.
Nel rispetto della serie numerica, dopo il 25 aprile da festeggiare con sobrietà e il 26 aprile dei funerali solenni di papa Francesco, arriva il 28 aprile e contagiati dall’imperante sobrietà il rimando alla fucilazione del capobanda Mussolini e conseguenti azioni psicopòmpe da sponde opposte.
Ci avviciniamo ora alla festa del 1° maggio: festa dei lavoratori, festa di San Giuseppe artigiano o festa dei Natali di Roma? Cosa pensare cari pennivendoli sintetizzatori?


