Calcio. La Salernitana è stata promossa in serie A

Con la vittoria per 3-0 allo stadio “Adriatico” di Pescara a danno degli abruzzesi, la Salernitana conquista, all’ultima giornata, la promozione diretta in serie A, dietro la capolista Empoli. Il terzo ed ultimo posto, disponibile per il “salto di categoria”, se lo contenderanno ai playoff: Monza, Lecce, Venezia, Cittadella, Brescia e Chievo Verona. Per i granata campani è la terza promozione in serie A della propria storia dopo le stagioni 1947-1948 e 1998-1999; una cavalcata trionfale e per certi versi inaspettata, poiché, ad inizio campionato, la Salernitana non era considerata dagli “addetti ai lavori” come una tra le “papabili” per la promozione. L’allenatore, Fabrizio Castori, è riuscito a creare una squadra compatta e propositiva che ha fatto della solidità difensiva la sua “arma vincente”; per Castori si tratta della seconda promozione in A della sua carriera, dopo quella della stagione 2014-2015 con il Carpi. Per la prima volta nel calcio italiano due squadre appartenenti allo stesso presidente si ritroveranno nella stessa categoria, circostanza vietata dalle norme; la Salernitana è la seconda squadra di Claudio Lotito, proprietario della Lazio. Il problema delle multiproprietà, creato dalla Federcalcio nel 2012, è venuto a galla. Dal 2011, la società campana, è divisa esattamente al 50%: metà è della Morgenstern, società riconducibile a Marco Mezzaroma e Cristina Mezzaroma (rispettivamente cognato e moglie di Lotito); l’altra metà è della Omnia Service, controllata dal figlio Enrico Lotito. Sta di fatto che entrambe le società sono riconducibili a Claudio Lotito, il quale, in questi anni ha considerato la Salernitana una società “satellite” della Lazio; numerosi sono stati gli scambi di giocatori tra le due squadre, specialmente giovani riserve laziali mandate a Salerno in B a “farsi le ossa”. Da anni il divieto delle multiproprietà si è esteso all’intera categoria di professionisti (dalla A alla C), andando progressivamente verso una “stretta” da parte della Federcalcio; l’equivoco si è sempre retto però su un compromesso tutt’ora vigente: un presidente può possedere due squadre, purché non si ritrovino nello stesso campionato. Oltre al caso di Lotito con Salernitana e Lazio, nel calcio italiano si registra una situazione analoga: i De Laurentiis, proprietari del Napoli e del Bari. In questi anni i tifosi salernitani hanno contestato duramente il patron Lotito, accusandolo di non voler salire di “proposito” in A, per non avere problemi con la multiproprietà. Questa promozione è, anche e soprattutto, la vittoria di Lotito che, nel 2011, ha rilevato una squadra fallita che ripartiva dalla D portandola in dieci anni in A, sanandola dal punto di vista finanziario. Le normative federali (Noif) sono categoriche: non sono ammesse deroghe e per questo la Salernitana per disputare la prossima serie A deve cambiare proprietario; le scadenze per l’iscrizione ed i tempi per programmare la prossima stagione sono vicini, più lunga sicuramente risulta la cessione di una società, il tempo stringe. I tifosi granata hanno invaso Salerno, una gioia che aspettavano da più di venti anni: bandiere, sciarpe, fumogeni, trombette, clacson e caroselli. Una tifoseria, quella salernitana, che ha sempre dimostrato verso la propria squadra calore ed attaccamento fuori dal comune. Il noto giornalista sportivo, Federico Buffa, parlava cosi della tifoseria granata: “Reputo che sia la sezione distaccata del San Lorenzo (squadra argentina di Buenos Aires). Nettamente la curva più creativa d’Italia. Le curve sono più o meno omologate, loro hanno proprio un’altra sezione ritmica: sono originali.” Purtroppo, durante i festeggiamenti per la promozione, un giovane tifoso di 28 anni, Loris Del Campo, ha perso la vita a causa di una caduta dallo scooter sul Lungomare Trieste; il giovane era da solo alla guida e, per ricostruire l’accaduto, saranno fondamentali le immagini delle telecamere della zona. Bentornata Salernitana!

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