La grande commedia del Basento

di Benedetta Puzzona

Ah, il Basento! Questo fiume che ha deciso di farsi notare non solo per il suo corso tortuoso ma anche per il suo profondo impegno nel rispondere alle esigenze di una regione che sembra più preoccupata di non rimanere senza acqua piuttosto che di preservare la salute dei cittadini. Una penna spenta, con la sua retorica travolgente, sembra ignorare che paragonare il Basento ad altre fonti d’acqua inquinate sia un po’ come dire che se anche i gatti sono in grado di arrampicarsi sugli alberi allora possiamo anche insegnare ai pesci a volare. È una logica talmente contorta da far impallidire anche il più audace dei logici!

Il fiume Basento “non potabile”… ma che importa? È pur sempre acqua, no? Che sia inquinata non è un problema, basta un po’ di potabilizzazione, come se avessimo a disposizione una magica bacchetta per trasformare l’acqua sporca in un fresco sorso di sorgente! Il Direttore Generale dell’Arpab, Donato Ramunno, con una candore disarmante, ha dichiarato che l’acqua del Basento non è potabile. Ma chi se ne frega? La verità, caro lettore, è che siamo tutti diventati esperti in chimica dell’acqua. In fondo se il Basento è inquinato allora anche le altre dighe lo sono quindi possiamo tranquillamente servire un bel cocktail di acqua da diverse fonti, giusto?

Perché non si è sentito nessun urlo di indignazione quando l’acqua del Basento è stata eletta “Acqua dell’anno” dai più inaspettati giurati: i “quattro” pesci che nuotano in essa, chiaramente avvelenati dal suo “sapore unico”.

Ai nostri esperti consigliamo di scrivere un manuale di sopravvivenza sull’uso dell’acqua non potabile? Se l’acqua è marrone, non preoccupatevi! È solo un nuovo trend ecologico! Il vero ambiente inquinato qui è la confusione tra l’ideale e la realtà.