«La beffa delle proroghe dei precari Asp»

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Fp Cgil e Uil Fpl

Gli atti pubblicati nel pomeriggio di venerdì sulle proroghe dei precari Asp in scadenza hanno confermato che i nostri timori sul futuro dei precari Covid dell’azienda sanitaria di Potenza fossero più che fondati e che, come recita un noto proverbio, non si può mai dire gatto senza averlo già nel sacco. 

Le proroghe, come immaginavamo, sono arrivate allo scadere del gong, ma gli sbandierati rinnovi non possono vederci affatto soddisfatti: in primis hanno una durata diversificata tra varie figure professionali e anche all’interno delle stesse categorie e, tra l’altro, in molti casi, registrano un lasso temporale minore rispetto a quello già ristretto che circolava su dichiarazioni verbali, che sono state divulgate prima che fossero corroborate dagli atti. Un mese di proroga per gli operatori socio sanitari con contratti Covid, due mesi per gli altri oss e per gli infermieri, fine anno per i tecnici di laboratorio e settembre per gli amministrativi, con 3 dei 5 collaboratori che non si sono neppure visti rinnovare il contratto.

L’Asp persevera sulla discrezionalità delle sue azioni, in un quadro che vede a fine aprile, ma anche a maggio e nei mesi a seguire la scadenza di numerosi altri contratti. Nel mentre, il futuro di questi eroi del covid si addensa di nubi. 

Neppure il nuovo Piano dei fabbisogni di personale 2023 – 2025, di cui discuteremo martedì con l’azienda sanitaria, ma del quale abbiamo ricevuto una copia, potrà, alle condizioni date, portare risposte. Solo per dare un’idea dei numeri di cui parliamo, sono solamente 36 le nuove assunzioni di infermieri nel 2023 (il 50% utilizzabile per le stabilizzazioni) e 0 quelle degli oss, mentre restano tutte da chiarire le quote di utilizzo delle assunzioni residue del 2022, sulle cui modalità di suddivisione abbiamo già espresso più volte i nostri dubbi e perplessità. Un piano che anche a voler rivedere le caselle da riempire, difficilmente permetterà margini di movimento, essendo solamente 96 le assunzioni totali previste tra comparto e dirigenza.

Ci chiediamo altresì: che fine hanno fatto le stabilizzazioni per chi compiva i 36 mesi annunciate al tavolo tecnico in Regione Basilicata nonché le stabilizzazioni dell’altro personale, come tecnici della prevenzione, di radiologia e di laboratorio, ortottisti, dietisti, farmacisti, biologi, psicologi? Con i posti già nel piano 2022 e le graduatorie pronte, questo personale è stato completamente dimenticato, nonostante i nostri continui solleciti.

Uno scenario a dir poco desolante, che potrà trovare risposte solo con un intervento complessivo della Regione ora che il puzzle è stato completato con il tardivo Piano dei fabbisogni Asp che mancava a comporre il quadro complessivo delle assunzioni nelle aziende del servizio sanitario regionale e si delinea una visione d’insieme che non possiamo che definire avvilente. Saremmo tra i pochi, se non gli unici, a dare il benservito a questi lavoratori che hanno combattuto senza esimersi mai, per difendere il nostro diritto alla salute e grazie ai quali possiamo dire di essere usciti da una fase emergenziale complessa.

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