Kramatorsk. La Russia sostiene di aver ucciso 600 soldati, Kiev smentisce

Il governo di Mosca sostiene che le truppe russe hanno condotto un “attacco di rappresaglia” nella città di Kramatorsk, in Ucraina orientale, attaccando due caserme militari, per vendicare la morte degli 89 soldati russi uccisi nei giorni scorsi a Makiivka. Secondo la nota diffusa dal ministero della Difesa russo, nel suo consueto briefing, nell’attacco alle truppe di Kiev di stanza nei due edifici “sono rimasti uccisi più di 600 militari ucraini”.

Ma il sindaco di Kramatorsk ha riferito che non è rimasto ucciso nessuno nell’attacco missilistico notturno a vari edifici della città. “Sono stati danneggiati due istituti scolastici, otto condomini e garage. Ma non sono segnalate vittime”, ha riferito Oleksandr Honcharenko.

Intanto nel suo ultimo bollettino l’intelligence della Difesa britannica rileva che le mosse della Russia delle ultime settimane mostrano un timore per possibili controffensive ucraine nella zona orientale di Lugansk o in quella meridionale di Zaporizhzhia.

“Decidere a quale di queste minacce dare priorità” nei preparativi del contrasto, secondo l’analisi di Londra, “è probabilmente uno dei dilemmi centrali per i pianificatori operativi russi”. “Nelle ultime settimane – spiegano – la Russia ha rafforzato le fortificazioni difensive nella regione di Zaporizhzhia centrale, nell’Ucraina meridionale, soprattutto tra le città di Vasilyvka e Orikhiv”.

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