Brasile, assalto al Congresso. Lula: «Violenti saranno puniti»

Brasilia. Centinaia di sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro hanno assaltato la zona del Parlamento riuscendo a entrare nello spazio esterno che circonda il Palazzo. La zona era presidiata dalle forze dell’ordine ma i bolsonaristi, molti dei quali con la bandiera carioca sulle spalle, sono riusciti a sfondare il cordone di sicurezza e diverse decine di loro sono riuscite a salire su una rampa dell’edificio per occupare il tetto.

I sostenitori di Bolsonaro non accettano la vittoria di Lula alle ultime presidenziali e centinaia di loro si sono accampati davanti al quartier generale dell’esercito, a Brasilia, gia’ il giorno dopo le elezioni del 30 ottobre. Le immagini dell’assalto sono impressionanti e ricordano l’invasione del Campidoglio negli Stati Uniti, avvenuta esattamente due anni fa. Mostrano la folla che scorre verso il palazzo del Congresso, che ospita sia la Camera dei Deputati che il Senato. I bolsonaristi hanno anche assaltato il palazzo presidenziale e la sede del Tribunale Supremo Federale, che si trovano a pochi metri dal Congresso. L’emittente Cnn Brasil mostra persone all’interno di un edificio dove sono stati compiuti atti vandalici.

La polizia militare brasiliana ha iniziato un blitz per disperdere i manifestanti che hanno assaltato le sedi delle istituzioni. Lo riferisce O’Globo. I militari sparano proiettili di gomma e granate stordenti dagli elicotteri per impedire ad altre persone di tentare di avvicinarsi ai palazzi del potere. Tutte le finestre del primo piano del Senato sono già state distrutte dai manifestanti entrati all’interno, aggiunge O Globo. Alcuni dei manifestanti sono gia’ arrivati al secondo piano. La polizia militare sta usando granate stordenti anche nella zona del palazzo presidenziale. Le sbarre protettive del Tribunale Supremo Federale sono state abbattute dai manifestanti.

“Questo assurdo tentativo di imporre la volontà con la forza non prevarrà. Il governo del distretto federale afferma che ci saranno rinforzi. E le forze a nostra disposizione sono al lavoro. Io sono nella sede del ministero della Giustizia”. La prima reazione del governo di Lula è del ministro Flavio Dino.

“La violenza non ha posto in una democrazia. Condanniamo fermamente gli attacchi alle istituzioni del potere esecutivo, legislativo e giudiziario a Brasilia, che sono anche un attacco alla democrazia. Non c’è giustificazione per questi atti”. Così, in un tweet, l’incaricato d’affari dell’ambasciata americana a Brasilia, Douglas Koneff.

“La mia assoluta condanna dell’assalto alle istituzioni democratiche del Brasile. Pieno sostegno al presidente Lula Da Silva, eletto democraticamente da milioni di brasiliani attraverso elezioni libere e corrette”. Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

radionoff
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