L’islam viene guardato con sospetto perché nell’immaginario collettivo rappresenta un pericolo e diventa difficile distinguere il musulmano buono da quello cattivo. Occorre evitare derive isolazioniste e puntare sull’integrazione per facilitare la convivenza di idee diverse sotto lo stesso cielo. E’ lapalissiano che il dialogo interreligioso venga preso nella sua accezione di positività, a patto che vengano rispettati i convincimenti di un uomo che ha abbracciato una fede. Nel mondo occidentale di oggi sono ammesse solo religioni di pace. Una vera controversia etica e morale. A questo punto occorre una riflessione: quanti secoli ci sono voluti all’Occidente cristiano per fare ammenda su quanto fatto in nome di Dio? Inutile ricordare eventi storici che hanno condotto la Chiesa verso infimi gradini della civiltà e rappresentanti le bassezze umane. Oggi lo stesso occidente a guida laica (almeno sulla carta) e non sottomessa a poteri religiosi continua a uccidere con l’intervento diretto, quando lo si fa sul “campo”, o indiretto, quando si tratta di forniture di armi da fuoco (e nella lista ci sono anche l’Italia, la Russia, la Cina, gli Usa e altri Stati). Se l’intervento armato è necessario per motivi umanitari, diventa indifendibile se è mirato a garantire a uno o più Stati, ad esempio, l’approvvigionamento petrolifero necessario (è il caso della guerra in Iraq). Tutto ciò non giustifica atti estremisti ma induce a una riflessione su quanto sia difficile individuare un percorso di pace che garantisca a tutti libertà intoccabili e soprattutto il rispetto della vita. L’islam è una religione più “giovane”, non per questo giustificabile se in nome di essa si arroga il potere di vita o di morte di una vita umana e di un’idea, e si sta insinuando tra le pieghe del processo di secolarizzazione che sta vivendo la Chiesa traendone spazi di affermazione per i suoi precetti. Ora tocca ai rappresentanti dell’Islam fare chiarezza e garantire la pacifica convivenza tra credi diversi, prendendo le distanze dai movimenti terroristici che si dicono ispirati dai precetti di Maometto. E perché no: permettere, ad esempio, l’edificazione di case di culto non islamiche in Arabia e in altri Paesi musulmani.

