In ricordo di Adele Corradi, la professoressa al fianco di don Milani

Il 23 novembre 2024 si è spenta a Firenze, pochi giorni prima del suo centesimo compleanno, Adele Corradi, figura cruciale nella storia della pedagogia italiana. Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di don Lorenzo Milani e alla straordinaria esperienza della Scuola di Barbiana, un faro di innovazione educativa e di giustizia sociale.

Nata il 9 dicembre 1924, Adele Corradi è stata un’insegnante di lettere nelle scuole medie ma la svolta della sua carriera e della sua vita personale arrivò nel 1963, quando iniziò a collaborare con don Milani. La sua partecipazione alla Scuola di Barbiana segnò non solo un passaggio fondamentale nella sua visione dell’insegnamento ma anche una trasformazione personale che la portò ad abbracciare un’idea di scuola inclusiva, capace di ascoltare e valorizzare ogni studente.

Per quattro anni, dal 1963 al 1967, Adele Corradi lavorò fianco a fianco di don Milani, condividendo con lui l’obiettivo di combattere le disuguaglianze sociali attraverso l’istruzione. Fu una delle principali collaboratrici nella redazione collettiva di Lettera a una professoressa, manifesto di una scuola che rifiuta l’élitismo per abbracciare la missione di educare tutti, senza esclusioni.

In questa esperienza Corradi mise in discussione il suo approccio tradizionale all’insegnamento. Come lei stessa racconta nel suo libro Non so se don Lorenzo (Feltrinelli) a Barbiana imparò l’importanza di ascoltare i ragazzi, di capirne i bisogni e di costruire un sapere che non fosse imposizione ma dialogo e crescita comune.

Dopo la morte di don Milani nel 1967 Adele Corradi s’impegnò a preservare e diffondere l’eredità del priore. Con profonda umiltà e determinazione partecipò a incontri, seminari e iniziative per raccontare la straordinaria esperienza di Barbiana. Il suo contributo è stato fondamentale per mantenere viva la memoria e il messaggio di un’esperienza educativa che ancora oggi è un punto di riferimento per chi crede in una scuola più giusta e democratica.

La scomparsa di Adele Corradi lascia un vuoto nel panorama culturale italiano ma il suo esempio continua a ispirare docenti, educatori e tutti coloro che vedono nella scuola uno strumento di emancipazione sociale. La sua vita è stata un testimone luminoso di quanto il cambiamento possa partire dalla dedizione e dalla coerenza dei singoli.

Ricordare Adele Corradi significa non solo celebrare una grande insegnante ma anche rinnovare l’impegno verso un sistema educativo che sappia essere inclusivo e trasformativo, capace di rispondere alle sfide del presente con lo stesso coraggio e la stessa passione che lei ha messo in ogni passo della sua straordinaria avventura a Barbiana.

Ciao, professoressa Corradi. Il tuo insegnamento rimane con noi.

Luigi Pistone
Luigi Pistone
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