di Caterina Iannelli
Il Natale è alle porte e, come ogni anno, siamo chiamati a un compito quasi eroico: trovare il regalo perfetto. Un’impresa che, come ogni “missione impossibile”, ha più probabilità di finire in disastro che in trionfo. Ma non temete: l’articolo che state leggendo è qui per aiutarvi a navigare tra le acque agitate della ricerca del regalo ideale, con un occhio attento al sarcasmo e un altro al buon senso.
Darei inizio a questa carrellata di idee con il regalo pratico. Un tempo si pensava che un regalo utile fosse la via maestra per l’eterno riconoscimento del nostro affetto. Ma chi ha detto che Natale debba essere “utile”? Come se l’atto del regalare fosse una pratica di pura razionalità! Ecco allora che il regalo perfetto è una spazzola elettrica per capelli, che vostra cugina non userà mai o un set di asciugamani che nessuno avrà il coraggio di mettere in lavatrice. Il vero lusso è un oggetto che non deve essere usato ma esibito con orgoglio nella propria casa come simbolo di un affetto che a conti fatti è meglio lasciare intatto nelle intenzioni.
C’è poi il regalo “Esperienziale” ma solo per le emozioni. È proprio qui che entra in gioco l’epica tendenza degli ultimi anni: la smart-box. Pensate che regalare una cena, un massaggio o un giro in mongolfiera possa davvero migliorare le feste? Immaginate il vostro amico che dopo aver ricevuto una sessione di yoga su un’isola deserta si ritrova a fare la posizione del loto con la faccia più simile a un’ulcera che a un’illuminazione. Certo, la teoria è che il regalo esperienziale lasci un segno indelebile nella memoria. Peccato che la memoria umana abbia la stessa durata di un selfie al tramonto: un paio di giorni, giusto il tempo di dimenticare quanto fosse infelice l’esperienza stessa.
Come dimenticare un grande classico: in esso si cela il rischio che, spinti dalla fretta, si finisca sempre per far prevalere il regalo “Caspita manca ancora il suo”. Una maglietta con una battuta che nessuno ha mai trovato divertente, un libro che non hai mai aperto o, peggio, una candela profumata che sembra solo un elemento decorativo e che mentre viene scartata parta l’ambarabacicicoccò per lasciare al fato l’infausto compito di decidere quale angolo di casa gli farà da dimora. Ma, attenzione, il “regalo caspita manca ancora il suo” ha il suo fascino. È l’esatto riflesso della nostra società che, pur di non sembrare indifferenti, è disposta a fare qualsiasi sacrificio per soddisfare l’apparenza. Accompagnato dalla gocciolina di sudore che percorre la nostra fronte sperando che il mittente legga in esso un significato più profondo del nostro “ma sì questo andrà più che bene, oltretutto lo scorso anno lui mi ha regalato dei calzini con delle renne”.
Non posso non citarvi il regalo “Significativo”: ovvero l’oggetto che nessuno capirà mai. Quella categoria che sa di profondo, ma in realtà è solo il frutto di una riflessione esistenziale durata cinque minuti su Amazon. L’idea è quella di impressionare, magari regalando un libro di filosofia, una pianta esotica che sembra più un lavoro da botanico che un atto d’amore o un quadro con una citazione zen che potrebbe benissimo essere stata scritta da un algoritmo. Il risultato è che, dopo un sorriso imbarazzato e un “ah, che bello”, il regalo finirà dritto in un angolo della casa, come un monumento a un momento di disorientamento natalizio.
E infine ci sono i fans del regalo “indeciso”. Esso è il regalo che nasce dalla pura indecisione. Quello che vi fa pensare “Ma cosa gli piace davvero?”. Ed è così che dopo ore passate a fare brainstorming, finiamo per acquistare una scatola di cioccolatini (che sì, può sembrare banale, ma almeno non uccide nessuna relazione) o una tazza con una scritta motivazionale tipo “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, come se davvero qualcuno avesse bisogno di un oggetto per ricordarselo. La bellezza del regalo indeciso è che, pur essendo una fuga dalla responsabilità, ci fa sentire persone migliori.
Il regalo perfetto è una follia collettiva; la verità è che il regalo perfetto non esiste. L’ideale sarebbe non farsene un problema. Dopotutto non è il dono in sé a fare Natale, ma il modo in cui lo si vive. Il regalo perfetto, in fondo, è il sorriso di chi lo riceve, anche se il regalo stesso ha più probabilità di finire in un cassetto piuttosto che essere usato. Così, mentre vi apprestate a navigare nell’infinita giungla di idee regalo e offerte last minute, ricordate: se non riuscirete a trovare il regalo perfetto nessun problema. L’importante è che abbiate dato il vostro contributo alla perpetuazione del Natale come un evento consumistico che, al di là delle sue contraddizioni, continua a darci una buona dose di storie da raccontare e risate da condividere.


