Il nuovo scenario politico lucano: sfide e disorientamento

Piccole “manovre” nel Partito democratico lucano in vista delle elezioni del 2024. Dopo il flop della tornata elettorale del 2019 tornano alla carica coloro che non condividono la possibile candidatura di Chiorazzo alla presidenza della Regione Basilicata. Sull’imprenditore della sanità “pende la scure” da parte di una sparuta rappresentanza del partito e dall’M5S. I “giochi” sono iniziati e, a quanto pare, l’eventuale spaccatura nella possibile coalizione che si opporrà al centrodestra finirà per “affossare” definitivamente ogni velleità di governare la Basilicata. Solo le primarie potrebbero chetare le acque che a ogni vigilia elettorale si fanno agitate. Si avvertono i gomiti di chi cerca un posto al sole facendosi largo a colpi di spintoni trincerandosi su preconcette posizioni che non portano a nessun risultato se non sono sostenute dall’elettorato, che proprio nel 2019 ha espresso un giudizio indiscutibile. Più che il nuovo servono nuove idee per convincere i lucani che l’alternanza è possibile all’attuale maggioranza di governo del massimo ente territoriale e non solo. Si condanna il vecchio per la data di nascita senza entrare nel merito del perché Chiorazzo non potrebbe essere il candidato ideale della coalizione che a oggi occupa i banchi dell’opposizione. Chi dovrebbe rappresentare il “nuovo che avanza”? Domanda retorica conoscendo le solite dinamiche che si sviluppano nel sistema politico italiano e la Basilicata, purtroppo, non fa eccezione. Il “nuovo” stesso è fagocitato da logiche pseudo post avanguardiste che nascondono un vuoto di pensiero percepito dall’elettorato a tal punto da non prendere atto del solito dibattito “intestinale” nella prima forza di opposizione, cioè nel Pd. L’M5S non può esprimere una propria candidatura alla Presidenza per il veto incrociato degli altri alleati, il Pd la reclama, i piccoli neo partiti della possibile “costellazione”, in considerazione dell’exploit, a dire il vero nemmeno tanto singolare, di Marcello Pittella, catalizzatore di voti che al momento nessuno sembra riuscire a eguagliare, non riescono ad “addensare” consensi che potrebbero pesare nella scelta del candidato. Pittella, per giunta, ha già governato ma i lucani non hanno gradito la sua amministrazione altrimenti non potrebbe giustificarsi il cambio di rotta sancito dal risultato uscito dalle urne, che ha premiato il centrodestra. È vero anche che l’elettorato non sembra più convinto di aver riposto nelle giuste mani il proprio voto. Ma chi, ma quale coalizione può offrire le risposte che la popolazione chiede da tempo? I lucani, dopo le esperienze fatte, sembrano presi da un disorientamento legittimo e alla fine potrebbe valere il detto: “In mancanza di uomini dabbene faccio papà sindaco”… ma il papà di chi? Il problema è sempre lo stesso: mancanza di idee vincenti. Certo in moltissimi rimpiangono la Democrazia cristiana che nonostante l’avversione ha governato con alleati pur rappresentando la maggioranza dell’elettorato ed è riuscita a tenere la barra del comando per decenni, ovunque, anche in Basilicata. Il nuovo che avanza e anche il vecchio sostanzialmente cosa propongono? E non bastano i programmi, si sa che fine fanno il giorno dopo le elezioni: cestinati!

I politici che desiderano essere eletti devono iniziare a comprendere che le promesse fatte in campagna elettorale vanno onorate e non devono essere specchietti per allodole. I lucani non sono di tal guisa! Poi ci si lamenta della diserzione puntuale che si registra in occasione della chiamata alle urne.

L’auspicio è che le forze politiche dedichino il loro impegno a proporre programmi concreti, mirati a soddisfare le esigenze e le richieste dei lucani. È fondamentale che questi programmi non siano solo dichiarazioni di intenti, ma siano attuati con determinazione e impegno reale per portare un effettivo cambiamento e miglioramento alla vita di tutti. È ora di superare la retorica e agire con responsabilità e trasparenza per garantire un futuro migliore per la Basilicata. Tutti gli elettori lucani sono chiamati a esercitare il proprio diritto di voto. È attraverso il voto che si può influenzare il destino della regione, scegliendo chi meglio rappresenta le esigenze della comunità e può portare avanti un cambiamento positivo. Andare a votare non è solo un diritto, ma anche un dovere civico che contribuisce a plasmare il futuro della regione. Ogni voto conta e può fare la differenza. È il momento di far sentire la propria voce e di contribuire attivamente alla costruzione di una Basilicata migliore per tutti.

Luigi Pistone
Luigi Pistone
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