Il M.ro Al Bano sfoggia la sua cultura a Potenza che calorosamente lo esalta

Potenza 24 giugno 2023 vive una nuova “vecchia” esperienza. Nel tardo pomeriggio, sotto una pioggerellina insistente e fastidiosa, gli abitanti di Potenza e paesi vicini (e non solo) si accalcano agli ingressi dello stadio Viviani perché c’è la presentazione delle magliette di “battaglia” della squadra di calcio, sono le magliette che la squadra di calcio indosserà durante le competizioni previste dal campionato di serie “C”.

Forse il calore della “fede sportiva” emanata dai tifosi, o forse perché si sa che parteciperà, in qualità di cantante (ruolo a lui consono), il famoso Al Bano la pioggia è cessata e, forse per miracolo o forse magia, l’umidità della serata ha influito poco o addirittura niente sui dolori reumatici degli astanti specie se si considera la loro età molto vicina a quella del M.ro Al Bano.

Giunta la mezzanotte le luci si incrociano, gli effetti luminosi sembrano aver iniziato un balletto speciale, la folla si accalca al palco, le attempate signore guadagnano il primo posto, i telefonini si illuminano, le braccia sono tutte alzate in segno di salute ed ecco finalmente comparire il mitico cantante pugliese. Non c’è paura di sbagliare, il cappello è quello, la sciarpa proteggi gola e copri pancia è sua, il gorgheggio è suo e il tripudio della folla è solo per lui.

Accompagnato da altri validissimi maestri l’ugola salentina inizia il suo show. Saluta Potenza e a mo’ di captatio benevolentiae dice qualche parola in dialetto potentino che nessuno ha capito ma che tutti hanno apprezzato. Indubbiamente l’onnipresente vignaiolo canterino è un “mostro del palcoscenico”, la sua bravura canora poi è fuori dubbio quella che ha segnato e che segnerà ancora per altri tanti anni il panorama della musica italiana e internazionale.

Gli organizzatori sono al settimo cielo; il consenso popolare unito a quello del tifoso è alle stelle e Al Bano canta, meravigliosamente canta. Si è creata una tale empatia che anche gli spettatori, quando invitati a cantare col divo non si fanno pregare anzi pretendono e ottengono anche di farsi

una foto insieme, Al Bano non si sottrae a nessun invito o sollecitazione tanto che decide di cantare anche in napoletano ma prima di farlo racconta come è nata questa canzone: “Funiculì funiculà” e spiega, vestendo i panni del maestro che usa la matita rosso-blu (come i colori sociali del Potenza) che predominano in tutto lo stadio che, tanto tempo fa esisteva il Regno di Napoli che era il Paese più ricco (perché aveva il famoso Banco di Napoli) e il più moderno in tutta l’Europa, prova ne è che fu costruita la funicolare, pare come prima grande opera in tutta l’Italia (un po’ come la osteggiata odierna realizzazione del ponte sullo stretto di Messina). L’Italia, l’Europa e tutto il mondo invidiava Napoli e Napoli rispose a queste invidie con la famosa “Funiculì funiculà”. Lo sfoggio di cultura di Al Bano non è caduto nel nulla, i potentini hanno apprezzato la lectio magistralis impartita dal Carrisi anche se qualcuno continuava a urlare che l’opera di cui Napoli ne vantava il primato era la realizzazione della ferrovia Napoli-Portici. Quelle “urla culturali” sono state coperte dalla foga dell’euforia mentre Al bano incassava l’ennesimo tripudio di “popolo” cantando la famosa aria “Va pensiero” del “Nabucco do no sor”.

Ringraziamo Al Bano per la sua straordinaria partecipazione e ringraziamo anche il Presidente della squadra di calcio che ha dato la possibilità ai tifosi in primis e a tutti i partecipanti per aver consentito loro di godere gratuitamente di tanti momenti canori, culturali, spostivi e “aggregativi”.

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