“Il diritto a essere curati”. Al via la campagna di ascolto Spi Cgil Basilicata

Partire dall’analisi dei bisogni per ridare centralità al diritto alla salute, alla cura e all’ assistenza delle persone: un nuovo welfare per il benessere di tutti. È l’obiettivo della campagna di ascolto dello Spi Cgil Basilicata sullo stato della sanità lucana dal titolo “Il diritto ad essere curati.  Per un servizio sanitario pubblico e universale”, un’indagine conoscitiva  attraverso la somministrazione di questionari per ascoltare le esigenze delle persone in base alle fasce di età. Il gruppo di ricerca è costituito da Giovanni Ferrarese dell’Ires Basilicata, da Salvatore Ercole, docente di Politica economica all’Università di Basilicata e da Sabato Aliberti, docente di Valutazione della qualità dei servizi territoriali e approcci alla valutazione dei servizi socio assistenziali presso il Master in Management  per il welfare territoriale dell’Università di Salerno. La campagna di ascolto partirà  da  Venosa e  Stigliano e vedrà l’Spi Cgil impegnato nella grande parte dei comuni.

“La mobilità passiva in Basilicata –  ha detto il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, nell’illustrare l’iniziativa durante la conferenza stampa  oggi a Potenza – è passata dai 52 milioni del 2021 ai 65 milioni del 2022. Tanto a  significare  che la Regione spende milioni di euro  che vengono sottratti al nostro sistema sanitario regionale per pagare le prestazioni rese ai lucani costretti a curarsi in altre regioni. Tale situazione  è conseguenza dell’ assenza del governo politico sulla sanità e della mancanza di investimenti e di programmazione. Un governo regionale, quello attuale, che non ha chiari gli obiettivi e che non ha attivato politiche di attrattività, che sono le fondamenta su cui ricostruire interamente la sanità lucana. In Basilicata – ha aggiunto Summa – ci sono oltre 147mila ultra 65enni, più di un terzo della popolazione, che ha dei precisi bisogni di cura. Partendo da questi aspetti, insieme ai segretari provinciali dello Spi Cgil, abbiamo lavorato a questa campagna di ascolto, che rappresenta un modo democratico e partecipato di incontrare le persone, i sindaci, il personale sanitario, il mondo associativo.  La ricerca ha il duplice obiettivo da un lato di verificare lo stato della sanità lucana con le sue criticità e le reali difficoltà che i cittadini incontrano nell’usufruire del servizio sanitario regionale, dall’altro di intercettare i nuovi bisogni su cui riprogettare e riprogrammare la nostra sanità. Una elaborazione dal basso per avanzare proposte di riforma della sanità e del welfare. Per lo stato in cui versa il nostro sistema sanitario  – ha concluso Summa –  credo il che presidente della Regione dovrebbe chiedere scusa ai lucani. Se le risorse a disposizione fossero state utilizzate per fare investimenti, oggi avremmo un sistema sanitario più efficiente. Non ha alcun senso aver diminuito i costi delle bollette del gas  se poi i lucani devono spendere il triplo all’anno per curarsi. In una società che invecchia sempre di più, anche le politiche economiche e sociali vanno ripensate per creare benessere e sviluppo. La contrattazione sociale e territoriale di cui è protagonista il sindacato ha un ruolo fondamentale affinché le politiche siano orientate a sviluppare un welfare innovativo  più rispondente ai fabbisogno delle persone oltre che come leva di sviluppo  per creare   nuova occupazione. I dati raccolti saranno utilizzati per indirizzare interventi efficienti ed efficaci grazie all’ utilizzo delle risorse del Pnrr e per proporre investimenti  connessi alle risorse finanziarie disponibili nel nuovo ciclo di programmazione 21/27”.

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