Il centrodestra lucano si accorge adesso delle strade provinciali

di Gianni Leggieri, Consigliere regionale di Basilicata Dell’M5S

Mi ha molto meravigliato l’uscita del senatore di FdI, Gianni Rosa, che ha sollecitato il governatore Bardi ad aprire un tavolo tecnico sulla viabilità interna in Basilicata. Una uscita che arriva in forte ritardo, rispetto alle criticità che rendono impossibili ed insicuri gli spostamenti sulle strade lucane, da tempo abbandonate al loro destino e al centro del piagnisteo eterno legato alla mancanza di risorse. La presa di posizione del senatore Rosa, fa riflettere dato che il parlamentare si desta solo ora dal torpore, dopo un decennio in Consiglio regionale. Serviva sedersi tra i banchi del Senato per sollecitare il presidente Bardi ad intervenire sulla tragica situazione in cui versa la rete stradale provinciale. A questo proposito, è opportuno aprire una parentesi: l’annuncio del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, sulla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina rischia di trasformarsi in un dannoso paradosso. Un’opera di quella portata richiede anche interventi su tutta la rete stradale interna in tutto il Sud Italia, Sicilia compresa, dove il prezzo delle popolazioni è altissimo in termini di sottosviluppo per la mancanza di strade o la presenza di collegamenti precari, abbandonati al loro destino.

Ritornando alla Basilicata, i lucani non possono più attendere e sopportare i rimpalli burocratici che di fatto bloccano lo sviluppo dei nostri territori, sempre più isolati. Lo dico da quasi dieci anni, da quando sono entrato in Consiglio regionale. Occorre un piano straordinario che metta a disposizione ingenti risorse per la viabilità interna, per le strade provinciali che non possono “rifarsi il trucco” in occasioni di grandi eventi, come il Giro d’Italia. Se si persevera con il metodo degli “effetti speciali” si cade nel ridicolo e si consuma una beffa ai danni dei lucani e dei nostri territori. Oltre ad interventi massicci per migliorare la rete stradale provinciale e la loro messa in sicurezza, serve un lavoro metodico basato su una manutenzione ordinaria e costante nel tempo, senza interventi spot che rischiano solo di mettere in scena l’ennesima presa in giro.

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