Il Carabiniere e il Presidente: una commedia italiana

Nel grande teatro della vita, dove i personaggi si muovono tra le quinte dell’opera politica, siamo chiamati a fare i conti con un’odissea tragicomica, una commedia dall’epilogo incerto, protagonista: il carabiniere che osò sfidare l’imperium del potere presidenziale.
Ci troviamo dinanzi a uno spettacolo che sarebbe potuto passare inosservato se non fosse stato per l’ingresso in scena del maresciallo capo, che con la sua tirata verbale ha fatto tremare le fondamenta della Repubblica, sconvolgendo l’armonia del sistema elettorale con una battuta tanto audace quanto futile.
È difficile non provare un senso di smarrimento di fronte all’impudenza di un uomo che osa mettere in discussione l’autorità suprema del nostro amato Presidente della Repubblica, nonostante la sacra promessa di fedeltà e devozione suggellata nel giuramento di carica.
Eppure, nel caos di questo dramma giocato sul palcoscenico della politica, emerge l’incredibile figura del maresciallo capo che, con un’astuzia senza pari, decide di ergersi a paladino della sua verità, ignorando con sprezzo sovrano il mandato del popolo espresso attraverso il Parlamento, e declamando con imperturbabile fierezza: “Non è il mio presidente”.
Ma, oh quanto folle è l’audacia di chi, armato di uniforme e distintivo, osa alzare la voce contro il timoniere della nostra nave statale! Il carabiniere, con la sua temeraria sfrontatezza, ha gettato un’ombra sinistra sul sacro patto di lealtà, sfidando l’ordine costituito con la stessa disinvoltura di chi affronta un mero duello dialettico tra bisticci da osteria.
E mentre il sipario si chiude su questo atto sconcertante rimane solo lo stridore delle parole del graduato, un’eco grottesca di disobbedienza che si infrange contro le colonne marmoree del Palazzo, condannato a oscillare tra la risata e il rimprovero, tra il dileggio e la disapprovazione, in una commedia dell’assurdo che non può che lasciare lo spettatore perplesso, smarrito tra le pieghe di questa trama intricata e surreale.

radionoff
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