I modi dei sistemi totalitari. Privano gli esseri umani del diritto alla libertà

Sono i sistemi politici a determinare gli eventuali squilibri economici di un Paese. Compito della politica è quello di orientare l’economia in modo che lo sviluppo del Paese sia in funzione di ogni singolo individuo, per il soddisfacimento dei suoi diritti e dei suoi valori. Solo I sistemi politici democratici offrono tutte quelle  garanzie necessarie per lo sviluppo dell’individuo. Quando il popolo può liberamente esprimere il proprio pensiero la politica ha l’obbligo di far si che i beni prodotti siano quelli richiesti e che vengano equamente distribuiti affinché quel bene divenga “il bene comune”. Purtroppo, nei sistemi autoritari e totalitari l’economia e lo sviluppo sono decisi dalle autorità, dalla burocratizzazione e la centralizzazione, che mai si aprirà all’iniziativa privata perché spengono nei lavoratori e sul nascere ogni spirito d’iniziativa, tendente alla causa comune, al benessere comune, applicando l’antico principio del “Dividit et Impera” in modo che se pur qualcuno dovesse riuscirci verrebbe subito reclutato dal potere e allontanato dal popolo. Ma ancora più grave, nei sistemi autoritari, è che buona parte delle risorse del Paese, viene impiegata per gli armamenti, per mantenere l’apparato militare, per la “salvaguardia del Paese”. I sistemi totalitari sono contestati da tutte le democrazie perché privano gli esseri umani dell’esercizio dei loro fondamentali diritti di libertà. Là dove i cittadini non godono dei diritti politici, sindacali, religiosi e soprattutto del libero arbitrio, sono soggetti a sottostare alla volontà dell’arbitrio del despota, del partito, di questa o quella fazione militare e comunque del bieco profitto. Nessun sistema di governo che impedisca al popolo di esercitare la sua sovranità e ai cittadini loro diritti fondamentali riconosciuti nelle carte internazionali dell’ONU può essere accettato dalla coscienza civile e umana anche quando considerato importante per la salvaguardia degli interessi di confini, questi sistemi, il più delle volte, si camuffano come di transizione coi i vecchi sistemi mostrando alla fine che se non sono peggiori quantomeno sono i meno educati che non porgono nemmeno una sedia all’ospite da loro stessi invitato.

1 commento su “I modi dei sistemi totalitari. Privano gli esseri umani del diritto alla libertà”

  1. Gentilissima Dott.ssa Caterina Laurito, leggo il suo articolo sul Maestro Ruggiero Leoncavallo e la ringrazio per aver dedicato uno spazio al musicista e compositore.
    Devo, purtroppo, rilevare delle inesattezze, che mio malgrado sto osservando sorgere e incalzare sempre più, sulla vita artistica del Maestro. Francamente non so chi ne il perché, si ostini a voler misificare la realtà, asserendo delle presunzioni prive di documentazione e, notoriamente, lontane dalla realtà. Una per tutte, la nascita dell’opera Pagliacci a Potenza, città che amo e non da oggi, Terra dalle tante risorse culturali, storiche e umane ma che nulla ha a che fare con quanto anzidetto e con quanto, mi ripeto, non so chi ne perché, voglia forzatamente presentqre come una realtà impossibile. Purtroppo queste inesattezze non fanno bene alla cultura e alla storia e mal si presentano al pubblico che l’unico “vantaggio” che può trarne è assorbire un “non vero”.
    Posso arrivare a capire che si sia mossi dal naturale istinto e voler promuovere un teatro, una città, un oggetto, un’iniziativa ma credo che non basti, il più delle volte un sentito dire, un biglietto o una frase scritta, c’è busogno di studi, documentazione certa e soprattutto della verità.
    Restando a Sua disposizione per tutto ciò che nel mio piccolo e nella mia umiltà, possa esserle utile, in merito a vita e opere del Maestro Ruggiero (con la I), la prego di voler accogliere questa mia nello spirito della salvaguardia della corretta informazione in nome della Cultura e della Storia.
    Franco Pascale

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