Germania batte Italia: e-fuels a biocarburanti

di Rude Clava

La Germania, per i motori termici, dopo il 2023 vuole i carburanti e-fuels. l’Italia vorrebbe i biocarburanti ma la Germania ha ordinato, e l’Europa ubbidisce, al fine di fermare la produzione di automobili dotati di motori a scoppio. Del resto il “desiderio” della Germania è stato sempre esaudito dalla Commissione Europea, dall’Europa tutta e in particolare, per quanto ci riguarda, dai governi di “sinistra” (Pd – M5s – Lega) e oggi, forse, anche con buona parte della destra.

Comunque Franz Timmermans, il vicepresidente della Commissione Europea, ha spiegato che è giusto seguire le indicazioni tedesche, in quanto le deroghe alle vendite delle auto a motore a combustione dopo il 2023 dovranno riguardare  l’uso di carburanti sintetici poiché una ulteriore modifica riporterebbe il regolamento di nuovo in Parlamento dove certamente si riaprirebbero nuovi accordi. 

Il 1° marzo di quest’anno l’Italia e la Germania avevano lo stesso intento di diffidare della norma che avrebbe consegnato, nel 2035, l’intera produzione automobilistica all’auto elettrica.

Ma l’Italia, come al solito (nota per essere il Paese dei furbi), non ha mai capito che la Germania, già il 29 giugno del 2022, nella seduta di Consiglio dei ministri dell’Ambiente dei Paesi Ue fece inserire una menzione degli e-fuel prodotti con energia rinnovabile nelle conclusioni dei lavori, ottenendo solo un’aggiunta non vincolante, non nel testo principale.

Attualmente, possiamo dire che, si ripropongono gli stessi argomenti, perché, come ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz, l’Europa può consentire l’uso delle auto con motore a scoppio anche dopo il 2035 purché si utilizzino gli e-fuel.

Lo stesso ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, fiduciosa che sarà trovata la giusta soluzione.

Berlino comunque ci ha tenuto a far sapere che potrebbe approvare una proroga solo se ottiene la “promessa” di una ulteriore norma comunitaria che accolga le sue posizioni.

Ma qual è in realtà la differenza tra gli e-fuel (prodotti con l’idrogeno) e i biocarburanti che derivano dagli scarti organici dell’industria agroalimentare e che sono considerati lontani dall’emissione zero cui punta l’Ue?

L’Italia dunque resta “fuori” perché per l’approvazione serve il voto favorevole del 55% degli Stati membri, cioè 15 su 27, ma che possano anche rappresentare il 65% della popolazione totale dell’Ue. Il solo voto contrario dell’Italia dunque non è determinante. A questo punto gli italiani a chi devono ringraziare (o meglio incolpare) per essere costretta a restare isolata e sempre più indebitata? E gli artefici continuano a parlare di fascismo. Ma veramente non hanno capito niente?

intervento
intervento
Articoli: 891