È bastato lo 0 a 0 con l’Iter nella semifinale di ritorno. La Juve è in finale di Coppa Italia. Dovrà verdersela o con l’Atalanta o con il Napoli. Non è mancato nemmeno il “siparietto” tra Conte e bianconeri

La Juventus in finale di Coppa Italia. Ai bianconeri basta lo 0-0 casalingo con l’Inter nel ritorno della semifinale. La formazione di Pirlo passa il turno grazie al successo per 2-1 ottenuto nella gara di andata in trasferta. All’Allianz Stadium, il match di ritorno offre poche emozioni. Inter in pressione costante nel primo tempo, la Juve balla ma le occasioni per la squadra di Conte non abbondano. Nella ripresa copione più equilibrato, si fa vivo anche Ronaldo in attacco e Handanovic si fa trovare pronto. La Juve controlla il forcing finale degli ospiti e completa la missione. In finale, i campioni d’Italia attendono una tra Atalanta e Napoli: la seconda semifinale parte dallo 0-0 dell’andata al San Paolo. Una prova solida da parte della squadra di Pirlo, che nonostante tanta pressione da parte della “banda” di Conte, è riuscita a tener serrate le linee concedendo davvero poche opportunità per provare a rimettere in bilico il risultato. La Juve ora se la vedrà con la vincente di Atalanta-Napoli, in programma questa sera. In virtù del risultato dell’andata favorevole ai bianconeri, è la formazione nerazzurra che prova a portare subito grande pressione nella metà campo avversaria. Gli uomini di Conte vanno alla ricerca del gol che possa rimettere tutto in discussione, ma di grandi occasioni, almeno inizialmente, la retroguardia juventina non ne concede. Poi la gara si accende e Lukaku sfiora di un nulla il vantaggio, successivamente Eriksen e Lautaro mettono paura con delle conclusioni che vengono murate. A ridosso dell’intervallo invece è la Juve a bussare dalle parti di Handanovic con Ronaldo, prima respinto da de Vrij poi dallo stesso portiere sloveno. Nella ripresa l’Inter continua a premere, ma è la squadra di Pirlo a sfiorare il vantaggio al 64’ e al 70’, entrambe le volte con Ronaldo su cui è provvidenziale Handanovic. Gli ultimi disperati assalti della squadra di Conte non portano gli effetti desiderati e i nerazzurri sono costretti all’eliminazione.

Al di là della partita la cronaca registra un “siparietto” tra Agnelli, Conte e Marotta

Sono passati soltanto pochi secondi dal triplice fischio dell’arbitro Mariani, che proiettano la Juventus in finale di Coppa Italia e sanciscono l’eliminazione dell’Inter, che si scatena la bagarre in tribuna. Protagonisti il presidente bianconero Andrea Agnelli (immagini Rai), il grande ex Antonio Conte e l’amministratore delegato nerazzurro Beppe Marotta, a sua volta protagonista di un esperienza importante in bianconero. Lasciando il suo posto, Agnelli è protagonista di un battibecco con l’allenatore con cui non si è lasciato dopo le dimissioni del tecnico nell’estate 2014, in cui volano parole tutt’altro che affettuose, di cui poi diventa destinatario lo stesso Marotta, che ha preso le difese di Conte. Un finale di partita caldissimo. Anche in campo Bonucci aveva ripreso Conte: «Rispetti l’arbitro». Ma passiamo ai fatti o presunti tali. Partendo dalla fine, restano le immagini che inequivocabilmente ritraggono Andrea Agnelli insultare qualcuno, forse proprio Antonio Conte. Che in precedenza ha rivolto un gestaccio e alcune parole non proprio carine all’area bianconera. Perché a sua volta sarebbe stato beccato per tutto l’incontro. Ha rivolto e non avrebbe, dal momento che a mezzanotte inoltrata sono poi circolate le immagini che “incastrano” Conte: fine primo tempo, rientrando negli spogliatoi il tecnico nerazzurro mostra il dito medio in direzione juventina. Una serata all’insegna dei nervi scoperti per tutti insomma, che ha radici ben lontane e lascerà strascichi per molto tempo ancora. Il gestaccio rivolto dal tecnico nerazzurro alla squadra o alla dirigenza bianconera sarebbe perché provocato tutto il tempo: “Quelli della Juventus dovrebbero dire la verità e penso anche che il quarto uomo abbia visto cosa è accaduto per tutta la partita. Bisognerebbe essere più educati. Non c’è niente da dire, aggiungo solo che serve più rispetto per chi lavora”, le sue parole. E il gestaccio c’è stato, ci sono le prove. Dal fronte bianconero intanto era stato svelato il motivo della rabbia presidenziale proprio nel comportamento di Conte, mentre le immagini del labiale di Agnelli erano già diventate virali (“Cog…”). Insomma meglio la partita fuori dal campo di gioco che nel rettangolo verde.

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