Duecento anni dalla morte di Napoleone Bonaparte

Il 5 maggio 1821 muore Napoleone Bonaparte protagonista indiscusso del suo tempo, uomo geniale, astuto, fomentatore di folle, figlio del popolo, di quel popolo che seppe governare: un repubblicano rivoluzionario che arrivò a commissariare la Repubblica trasformandola in Impero. A duecento anni dalla sua morte, Napoleone rimane una figura degna di studio e moderna per le sue idee e i suoi ideali, nonostante sia comunque ricordato tra i dittatori più sanguinari. Negli ultimi tempi gli sono state mosse accuse di schiavismo e misoginia. Infatti ripristinò la schiavitù nelle colonie caraibiche nel 1802 e ben nota era la sua considerazione per le donne che considerava “svago del guerriero”. Il codice civile napoleonico imponeva alla donna sottomissione e minorità nei confronti dell’uomo, oltre a non avere difese dalle violenze domestiche. Ospite di oggi, ai microfoni di Radionoff, lo scrittore e storico Antonio Pirani in compagnia del direttore Luigi Pistone e della scrittrice Marcella Nigro.

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