Draghi e la domanda da un milione di dollari

La domanda oggi è: chiedere agli italiani se preferiscono la pace o il condizionatore è propriamente da grande statista? Il “chi volete libero, Barabba o Gesù?” impallidisce, e segna un punto a favore degli statisti di una volta. Posto che un condizionatore un italiano medio temo non possa consentirselo più, o quasi, è l’alternativa secca che sconvolge. Di questo passo finiremo al “preferite vedere la Champions o portare la pace in Burundi?” e via discorrendo, ponendo come termini di una scelta importante beni talmente diversi, lontani, non relazionabili, da considerare seriamente l’ipotesi che Draghi ci ritiene davvero un popolo di stupidi, non potendolo essere lui, stupido, che invece è il migliore per antonomasia.

Ma è davvero dirimente, della stupidità o genialità della domanda, quasi addirittura retorica di Draghi, provare a utilizzare il metodo in altri campi.

Per esempio a un tifoso si potrebbe chiedere “preferisci che si acquisti Messi o che si cambi il colore dei tagliandi di ingresso?”, oppure, allo studioso “preferisci una bella biblioteca o il senso unico a via Mazzini?”

L’ipotesi di essere ritenuto cretino, da parte di Draghi, per niente peregrina, consolida la mia convinzione non tanto di essere appunto cretino, ma di come la plutocrazia abbia sottomesso stati, governi e politici sparsi. Anche la stampa che non si ribella a un premier che la svillaneggia in tal maniera in conferenza stampa, senza riuscire a balbettare un semplice “ma che cazzo c’entra”, ha dimostrato di quanto sia o asservita o di quanto sia senza spina dorsale, stile essere strisciante che al massimo può alzare il capo per meglio essere schiaffeggiato.

L’Italia è allo stremo, l’amor di patria fuori moda, messo ai margini da una sinistra invasiva, con un lavoro meticoloso e continuo, l’amor di Europa non ha fondamento alcuno perché un’Europa unita esiste solo nel mondo della finanza e dell’economia, ci rimangono solo le spoglie di un’Italia saccheggiata, devitalizzata, senza un’anima, al servizio appunto della finanza.

Ecco, solo una cosa, potrebbe esserci concessa, e cioè evitarci uscite come l’ultima di Draghi, anzi evitare del tutto le sue conferenze stampa, che oltre a metterlo nella esatta e non bella luce, chiariscono il rapporto di sottomissione fra la cosiddetta intelligenza e il potere, che sembra sempre più somigliare a quello che unisce uno stuoino a una suola sporca.

Per dire.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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