In questa puntata la scrittrice Marcella Nigro è alle prese con uno dei mostri della letteratura per antonomasia: Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Vissuto circa duecento anni fa, le sue tematiche sono oggi ancora molto attuali soprattutto in questo periodo in cui regna la pandemia da Covid-19. Herman Hesse suggeriva addirittura di leggere i romanzi dello scrittore russo “quando stiamo male, quando abbiamo sofferto fino al limite della sopportazione, quando sentiamo la vita come un’unica bruciante e ardente ferita”. La passione sprigionata dagli scritti di Dostoevskij induce inesorabilmente il lettore a farsi delle domande spesso sulla propria esistenza, sulla sofferenza. Durante tutta la sua vita lo scrittore continuò a dilaniarsi alla ricerca del “male dell’anima” perché “non voglio e non posso credere che il male sia lo stato normale dell’uomo”, come era solito sostenere. Ascoltiamo quindi la conversazione tra la scrittrice Marcella Nigro e il direttore editoriale Luigi Pistone.

Dostoevskij: la libertà che opprime l’essere umano
Un commento
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Buongiorno a voi, benvenuti nel vostro meraviglioso salotto radio fonico, mi piace molto ascoltare i vostri argomenti, Vorrei fare un piccolo appunto sul fatto che l’uomo ha bisogno di un padrone per vivere . Io credo che l’unico padrone del essere umano è la paura della sua stessa natura, il punto principale è che siamo troppo proiettati verso l’esterno e confondiamo le nostre emozioni con le colpe di una non accettazione del proprio essere in quanto noi non siamo solo polvere di stelle ma anche acidità , infine , ovviamente secondo il mio parere dovremmo imparare ad accettare che non si sfugge dalla propria essenza, proprio perché l’esistenza ce la sbatte contro, malgrado la nostra resistenza . Mia modesta opinione sull’argomento.