Dopo il caos la fumata bianca: habemus CT!

Nella tarda mattinata di oggi, martedì 28 luglio, Roberto Mancini viene annunciato ufficialmente come il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, segnando il suo ritorno sulla panchina azzurra a tre anni di distanza dalle dimissioni dell’estate del 2023.

Durante la sua prima esperienza da CT (2018-2023), Mancini ha guidato la squadra alla storica vittoria di Euro 2020 (giocato nel 2021) e al record mondiale di 37 partite consecutive senza sconfitte per una Nazionale, superato solo dalla Spagna con 38 gare, grazie alla recentissima vittoria del Mondiale 2026, prima di lasciare l’incarico nell’agosto del 2023 per accettare l’offerta sportiva (ma, soprattutto economica, della Nazionale dell’Arabia Saudita). Da ricordare anche la grave mancata qualificazione ai Mondiali del 2022 in Qatar (da campioni d’Europa in carica) ed il terzo posto conquistato nella Nations League 2022-2023.

L’annuncio è stato dato dal presidente della FIGC, Giovanni Malagò, durante il Consiglio Federale a Roma.

Insieme al ritorno del “Mancio”, è stato nominato Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico, andando a occupare la posizione rimasta vacante dopo l’addio di Paolo Maldini.

La nomina di Mancini chiude una complessa crisi all’interno del Club Italia, accelerata dalle recenti dimissioni del direttore tecnico Maldini e dell’advisor Leonardo (incarico durato per entrambi appena 16 giorni).

La crisi, definita una delle più turbolente degli ultimi anni per il Club Italia, si è sviluppata attraverso una serie di colpi di scena frenetici:

  • Il “Caso Andrea Pirlo” e il no di Malagò. Il piano iniziale della Federazione, guidata dal neo-eletto presidente Giovanni Malagò, ruotava attorno alla figura di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico. Tuttavia, la candidatura di Pirlo ha trovato forti resistenze e il netto rifiuto da parte dello stesso Malagò per via della sponsorizzazione che l’ex centrocampista di Milan e Juventus ha con la società di scommesse russa Fonbet, della quale Pirlo è addirittura global ambassador.
  • Il terremoto Maldini-Leonardo. Il mancato accordo sul nome del CT ha provocato una frattura insanabile all’interno dei vertici federali. Paolo Maldini (direttore tecnico) e Leonardo (advisor/consulente), che erano entrati nell’organigramma da appena 16 giorni per curare il rilancio decennale del calcio italiano, hanno rassegnato improvvisamente le proprie dimissioni. Il rapporto di fiducia con il presidente Malagò si è logorato dopo il tentativo fallito di proporre profili alternativi a Pirlo come Thiago Motta.
  • Le reazioni e la “Brutta Figura” istituzionale. L’addio in blocco dei due storici dirigenti ha fatto sprofondare l’ambiente nel caos più totale, costringendo la Federazione a ripartire da zero e attirando pesanti critiche istituzionali, tra cui quella del ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha parlato apertamente di una “brutta figura”.
  • Il bivio finale e la scelta dell’usato sicuro. Trovatosi con l’organigramma azzerato alla vigilia del Consiglio Federale del 28 luglio, Malagò ha dovuto gestire una disperata caccia al CT per tamponare l’emergenza. Escluse le piste più giovani ed europee (come Guardiola, inizialmente sognato), la scelta si è ridotta a un bivio economico e di esperienza tra due ex CT della Nazionale: Antonio Conte e Roberto Mancini. A causa dei costi elevati legati all’ingaggio di Conte, la FIGC ha deciso di tornare al passato e affidarsi all’usato sicuro, ufficializzando Roberto Mancini in veste di CT e di Claudio Ranieri come direttore tecnico per ridare stabilità all’ambiente.

Il Mancini-bis, dunque, parte già in salita sia per via di questa estrema confusione decisionale ai vertici del calcio italiano e sia per una rifondazione sportiva che vede la nostra Nazionale mancare ad un Mondiale da ben tre edizioni consecutive. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che il Mancio, nonostante dei buoni risultati ottenuti da CT degli Azzurri come scritto poc’anzi, si è dimesso nel bel mezzo di una tempesta sportiva (nell’estate 2023, dopo non aver partecipato ai Mondiali del 2022, per guadagnare 25 milioni di euro all’anno in Arabia Saudita). Per carità ogni scelta è legittima, però, dal punto di vista etico e non solo, è troppo comodo abbandonare la nave nei momenti di difficoltà ed accettare il passaggio di una nave di crociera di lusso (l’Arabia Saudita), per poi tornare da “salvatore” sulla nave che, in parte, hai contribuito a far affondare.

Non si possono applicare due pesi e due misure su Pirlo e Mancini, altrimenti sembra solo un pretesto. Se Pirlo non andava bene perché è sponsor di una società russa, lo stesso metro di giudizio andava applicato a Mancini (per essersi dimesso lasciando affondare la nave alla ricerca dei soldi sauditi). Invece, ad oggi, la non scelta di Pirlo sembra essere di tipo tecnico (la sua poca esperienza da allenatore e gli scarsi risultati ottenuti), mentre Mancini sembra che viva ancora di riconoscenza (per le sue vittorie da CT); insomma, un atteggiamento tipico italiano.

Il ruolo di CT della Nazionale non è un semplice ruolo di allenatore, perché, indirettamente è una figura “istituzionale” che in qualche modo rappresenta l’Italia all’estero, essendo il calcio lo sport più seguito a livello globale.

Il CT della Nazionale, deve unire il popolo italiano, che adesso è profondamente disilluso sia per i risultati negativi e sia per la confusione che regna sovrana.

Ma quindi chi poteva essere il CT migliore per l’Italia? Forse ci voleva una scelta coraggiosa come quella di Silvio Baldini, una persona umile, che ha fatto la gavetta, gran conoscitore del calcio italiano e dei giovani. Baldini avrebbe incarnato i valori della credibilità e dell’appartenenza.  Avremmo potuto imitare i nostri “cugini” spagnoli che hanno affidato la loro Nazionale a Luis de la Fuente che facendo tutta la gavetta da CT (under 18, under 19, under 21, selezione olimpica e Nazionale maggiore) ha portato le “Furie Rosse” sul tetto d’Europa (Europei 2024) e del mondo (Mondiali 2026).

Ma noi siamo italiani e, su tutti i fronti, siamo indietro anni luce con altre realtà sportive e non; pertanto, che abbia inizio il Mancio-bis!

Nicola Cirigliano
Nicola Cirigliano
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